Sardegna: raggiunto l’accordo per il prezzo del latte

Il latte costerà 74 centesimi al litro e non più 60 centesimi

Finalmente dopo mesi di scioperi e tentativi è stato trovato l’accordo per il prezzo del latte da pagare ai pastori sardi. Le parti riuniti davanti al prefetto di Sassari hanno raggiunto l’accordo di 74 centesimi contro i 72 stabiliti in precedenza con l’impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del pecorino romano. Erano presenti i rappresentanti degli allevatori e dell’industria casearia.

Compromesso raggiunto

Gli allevatori nei mesi scorsi per la rabbia avevano versato latte per la strada, bloccato caseifici e in alcuni casi assalti ad autocisterne che trasportavano il latte. La rabbia era stata provocata dal precipitare del prezzo del loro prodotto, finito sotto i 60 centesimi al litro a causa di una crisi di sovraproduzione del pecorino, in particolare quello romano, a cui gli allevamenti sardi forniscono la materia prima.

Il ministro delle politiche agricole “un’ ottima notizia”

Il ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio ha dichiarato “Un’ottima notizia, è la dimostrazione che quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo si raggiungono importanti traguardi. Posso assicurare che quello di oggi è solo l’inizio. Andiamo avanti e ci mettiamo a disposizione, lavorando in modo serio sull’organizzazione dell’intera filiera e il rilancio del settore”.

Positivo è anche il commento del presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona “Siamo sempre favorevoli ad un libero accordo tra le controparti, sarebbe stato invece inaccettabile l’imposizione di un prezzo politico ad 1 euro come si voleva fare inizialmente. Un ricarico del 66,6% che sarebbe stato traslato sui consumatori finali”.

L’accordo è stato firmato sia dai rappresentanti dei pastori che dalle organizzazioni di categoria fra cui Coldiretti. Sull’esito favorevole della trattativa hanno pesato anche le misure annunciate dal Mipaaf per un totale di 29 milioni di euro: 14 milioni per il ritiro del formaggio in eccesso, 10 milioni per sostenere i piani della filiera ovina e 5 milioni per abbattere gli interessi pagati dagli allevatori sui prestiti. Inoltre da aprile è prevista una verifica mensile dei prezzi delle Dop, ai quali sarà adeguato il prezzo di acconto del latte.

Nella riunione precedente era stato raggiunto inoltre l’accordo sulla funzionalità dell’Oilos, ovvero (l’organismo interprofessionale del latte ovino). In particolare sulla creazione di una filiera del comparto ovicaprino tra produttori, trasformatori e commercianti sull’esempio di Emilia Romagna, Toscana e Lombardia. Per far si che vi siano delle programmazioni delle quote del formaggio e penalità per chi non  le rispetta dando cosi l’opportunità ai pastori di vendere il proprio latte a diverse strutture di trasformazione.

 

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