Cronaca

Seid Visin: “Mio figlio, suicida per il razzismo”

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Il papà di Seid Visin, ex giocatore delle giovanili del Milan, che è morto suicida nella sua casa di Nocera Inferiore (Salerno), continua la sua battaglia contro il razzismo, che secondo lui ha purtroppo avuto un ruolo determinante nella morte del figlio. “Adesso so che il razzismo ha contato nella sua vita e nella sua morte”, chiarisce. 

“Adesso a me e mia moglie è tutto più chiaro”, dice Walter Visin, che adottò Seid quando aveva sette anni. “Daremo voce al pensiero di nostro figlio”. 

Dopo il suicidio di Seid, era stata diffusa una lunga lettera contro il razzismo: “Ovunque io vada, ovunque io sia, sento sulle mie spalle come un macigno il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone”, scriveva Seid.

Inizialmente, i genitori avevano sostenuto che “era un ragazzo tormentato, con molti problemi. Ma il razzismo non c’entra con il suicidio. Quella lettera era uno sfogo superato”, ma adesso invece sembrano fare un passo indietro

Racconta il papà, in quei giorni dopo la morte di Seid “eravamo scioccati e confusi e abbiamo alzato dei muri per difenderci dal dolore. Ora invece lo sappiamo: sì, il razzismo ha contato nella vita e nella morte di nostro figlio. Seid era un ragazzo che aveva dei cassetti segreti chiusi nella sua mente, c’erano dentro dispiaceri e abusi subiti in Etiopia da piccolo, contenevano tutte le sue fragilità. Questo ha certamente contato nella sua decisione di togliersi la vita. Ma in quella decisione c’è anche il razzismo che ha vissuto come ragazzo nero qui in Italia”. 

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