Selva, il cuore della Valgardena

 

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Tra i più belli e importanti gruppi montuosi delle Dolomiti è adagiata Selva,il cuore e il centro più noto della Valgardena, una delle valli più verdi e dolci del Trentino Alto Adige. In passato veniva qui in vacanza Sandro Pertini, tanto che porta il suo nome persino una celebre ferrata, che fino al 2014 conduceva attraverso la Vallunga al rifugio Stevia. Selva è anche il più popolato centro della valle, che fa parte del comprensorio sciistico “Sellaronda”.

La bellezza delle cime che le fanno da corona-lo Stevia a nord, il Cir ed il Sella a est e il Sassolungo a sud- contribuiscono a renderla una delle località più incantevoli per qualsiasi sport sulla neve, ma Selva è anche un importante centro di cultura e tradizioni altoatesine, a cominciare dall’arte dell’intaglio e della scultura del legno, fondata nel 1908 in epoca austro-ungarica e in seguito denominata “Scuola d’art-Kunstschule-Scuola d’Arte”. Quando si entra in una di queste botteghe sembra che il legno abbia preso vita in qualsiasi tipo di figura sacra o profana, dalle bellissime Madonne e Gesù si passa alle figure tipiche della tradizione montana, come pastori e contadini, o a caratteristiche scene di vita familiare…

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In qualsiasi punto ci si trovi, da vicino o lontano,si distingue subito il magnifico Castel Gardena, situato ai piedi del gruppo Sassolungo, a Santa Cristina, il paese più vicino a Selva. Il nome originario“Fishburg” significa “Castello della pesca“. La sua  mole è imponente: composto da diversi corpi e torri, è ancora più suggestivo quando è imbiancato di neve in questa stagione. Fu costruito in stile rinascimentale nel 1641 dai conti di Wolkenstein, grazie anche alla collaborazione dello scultore Hans Reichle del Schongau, un allievo del Giambologna, con funzioni abitative, ma anche come castello di caccia. Il conte inoltre aveva fatto creare dei piccoli laghi nei dintorni dove amava pescare, da cui il nome che richiama la pesca. A ridosso del castello si ritrova il pendio boschivo  su cui si snodano gli impianti sciistici Saslong di Selva e Santa Cristina. Attualmente il castello appartiene alla famiglia del barone Andrea Franchetti.

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Antica è anche la Parrocchiale di S.Maria Assunta: il suo nucleo originario, la sacrestia, risale al 1503, anche se fu ampliata successivamente.Nel 1869-71 la cappella fu allargata con un presbiterio e una navata in stile neo-gotico, un campanile slanciato a cuspide e un’abside poligonale.

Particolarmente interessante è l’edificio residenziale di fine Settecento detto “Piciulei”, che ospita un dipinto della Madonna del Soccorso e una tipica stube in stile barocco, mentre diverse stanze conservano ancora rivestimenti lignei. Molto caratteristico da vedere è anche un maso della fine del ‘500,Gustivi in La Poza, composto dalla casa in muratura e il vecchio fienile in legno, l’antica cucina per l’affumicature e la tipica stube pure rivestita in legno.Rivestimenti lignei barocchi del primo ‘900 si trovano anche a Col de Pelda, dai magnifici soffitti con stucchi  e pareti affrescate con le allegorie delle stagioni.

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Un architetto viennese,Adolf Ritter von Inffeld, si fece costruire invece, un casino da caccia in stile secessione, nel 1899. Anche in questo si trovano ammirevoli soffitti affrescati e , una stube con un bel soffitto a cassettoni, oltre ad una stufa in stile liberty. Conclude il magnifico quadro di Selva villa Fossi, in stile neorealista, sorta negli    anni ’30.

Basta poi passeggiare lungo le sue stradine all’ombra delle cupole e i tetti spioventi innevati, seguendo i bianchi ricami dei rami di abete tra una casa e l’altra, o farsi portare da una funivia in vetta, per farsi avvolgere dalla luce scintillante tra queste indimenticabili montagne…

Grazia Paganuzzi

 

1 commento

  1. Val Gardena. Di verde ha poco. Di naturale gli restano quei due scogli che sono le Dolomiti.
    Il troppo traffico rende l’aria irrespirabile. Il sole dimora altrove. L’ospitalità lascia a desiderare ed è troppo cara.

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