Il sogno del neopaganesimo: diventare “culto ammesso”

 

Se è vero che il numero dei neopagani in occidente è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni vale la pena approfondire la conoscenza del neopaganesimo.

Francesco Faraoni, autore del libro Il Neopaganesimo – Il risveglio degli Dei, in una intervista definisce in questi termini il neopaganesimo:
«è una realtà spirituale legata alla natura, al cosmo, agli dei. Sono numerose le tradizioni e le correnti neopagane: posso dire che tutte affondano in un’unica essenza che è quella pagana. Nel neopaganesimo c’è chi è alla ricerca di un contatto intimo e spirituale con la natura, intesa sia nel suo aspetto fisico, sia in un aspetto spirituale. Per quel che riguarda l’aspetto fisico, molte correnti neopagane si prodigano anche in attività di volontariato per la tutela della natura, vista come patrimonio dell’umanità, che quindi deve necessariamente essere preservata da possibili politiche od azioni di degradazione. Per quel che riguarda l’aspetto spirituale, il neopagano cerca di entrare in equilibrio con le energie della natura, di non estraniarsi dalla sua culla generativa, perché noi sappiamo di essere figli della Terra, figli della Natura, e ad essa dobbiamo rispondere.
L’uomo che si estrania dalla Natura accetta di vivere in una dimensione di sterilità creativa, perché solo vivendo in armonia con la natura è possibile essere ispirati realmente a vivere con cognizione, coscienza e consapevolezza. Questo è solo uno dei tanti aspetti del neopaganesimo. Poi ognuno, nella sua tradizione e corrente di appartenenza, segue le proprie convinzioni spirituali e ritualistiche.»

Lo scorso anno a Milano è nata l’ Unione Comunita’ Neopagane, UCN, un «ente di religione e di culto che riunisce associazioni e gruppi neopagani, wicca, druidici e di altre correnti legate al neopaganesimo

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Come si legge nell’articolo 9 dello statuto dell’ UCN, i principi cardine su cui si fonda il neopaganesimo sono tre:
«- Amore e Affinità con la Natura. Reverenza nei confronti della forza vitale e dei suoi cicli di morte e rinascita che perennemente si rinnovano.
– Un’etica positiva in cui l’individuo è responsabile della scoperta e dello sviluppo della propria autentica natura in armonia con l’ambiente esterno e la comunità. Questo principio è spesso indicato dall’espressione “Fa ciò che vuoi, finché non danneggi nessuno”.
Il riconoscimento del Divino che trascende il genere e di cui si riconosce altresì sia l’aspetto femminile sia quello maschile

L’UCN «considera il neopaganesimo come una religione o un insieme di religioni o un insieme di correnti religiose che possiedono la stessa dignità di religioni come il buddismo, l’induismo e il cristianesimo. A tal fine riunisce quelle associazioni e gruppi che credono nella possibilità di un processo unitario, nel rispetto delle differenze di ciascuno, e nella possibilità di vedere riconosciuto il neopaganesimo (e quindi le sue correnti come la Wicca, il neodruidismo, ecc.) come accade alle altre confessioni religiose

E per fare ciò è nato nel giugno del 2012 il Progetto Articolo 8 che prende il nome dall’articolo 8 della Costituzione della Repubblica Italiana:«tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze

Dopo la nascita dell’UCN ai neopagani non resta che ottenere la personalità giuridica per poter stipulare un’intesa con lo Stato e rendere così il neopaganesimo un “culto ammesso”.

Quando e se arriverà un decreto del Presidente della Repubblica che riconosca il neopaganesimo come confessione religiosa non lo sappiamo. Ciò che è certo è che quest’ultimo è come un fiume sotterraneo che, anche se non dovesse mai essere riconosciuto come culto, continuerà a scavare la roccia lasciando a bocca aperta chi si ritrova per caso ad esplorare quel labirinto di grotte costruito nel corso dei secoli.

Nata a Pescara nel 1983, Chiara si laurea in “Letteratura, Musica e Spettacolo” a Roma nel 2007. La laurea magistrale in “Letteratura e lingua. Studi italiani ed europei” arriva nel 2009, anno in cui ha le prime esperienze come educatrice. Attualmente è impegnata, tra le altre cose, nell'ambito dell'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri.