La ricerca dell’ETHRA dipinge i profili degli svapatori nel nostro Paese
Era la fine del 2020 quando l’ETHRA (European Tobacco Harm Reduction Advocates) promosse un sondaggio a livello europeo sul consumo di nicotina tra il pubblico. Sono stati ben 35mila i partecipanti, quasi tutti vaper e, in piccola minoranza, fumatori tradizionali, di cui 7952 solo in Italia.
Nel nostro Paese l’invito alla partecipazione è stato preso in carica da ANPVU (Associazione Nazionale Per i Vapers Uniti), ente organizzativo membro dell’ETHRA assieme ad altre 21 associazioni di consumatori europee.
Il sondaggio verteva sulle abitudini degli utenti riguardo il consumo di nicotina, in qualsiasi forma essa venga assunta. Va da sé che la stragrande maggioranza dei partecipanti sia stata di svapatori (il 94%) e ciò ha permesso di delineare quali siano le abitudini dei vaper sia a livello continentale che nazionale.
I dati emersi sono molto interessanti.
I numeri europei del sondaggio sull’uso della nicotina
Il 78,8% dei partecipanti non fuma più, il 16,8% fuma tuttora e il 2,2% non ha mai fumato (il 2,3% non ha dato risposta in merito). Considerando solo la fazione dei vaper (32mila su 35mila), emerge che l’83,5% ha smesso di fumare (la maggior parte lo faceva da oltre dieci anni), l’11,2% usa abitualmente sia la sigaretta elettronica che la sigaretta combusta e il 5,3% fa un utilizzo duale (svapo e fumo) solo di tanto in tanto; l’1,3% ha iniziato a consumare nicotina con lo svapo senza aver mai fumato prima.
Il 96,8% degli utenti riferisce di aver iniziato a svapare per una questione di salute, il 90,2% per desiderio di smettere di fumare e il 64,9% per il risparmio economico garantito dall’e-cig rispetto al fumo. Per l’82,6% dei partecipanti la personalizzazione dell’esperienza di svapo ha contato molto nella scelta della via del vapore, mentre per il 78% la possibilità di scegliere aromi differenti ha giocato un ruolo fondamentale.
Il 94,6% svapa almeno un gusto diverso da quello del tabacco e solo il 5,4% utilizza esclusivamente liquidi tabaccosi.
In merito alle novità legislative e fiscali degli ultimi tempi sulle sigarette elettroniche e i prodotti da svapo, ecco cosa pensano gli utenti: il 60,7% cercherebbe di procurarsi i liquidi da inalazione in maniera differente in caso di aumento del prezzo, mentre il 27,9% dichiara che probabilmente in questo caso tornerebbe a fumare.
Inoltre buona parte degli svapatori vorrebbe accedere liberamente al database europeo per ottenere maggiori informazioni su:
- Resistenze sigarette elettroniche
- E-liquid
- Circuiti integrati
In ultimo, confrontando i dati con un sondaggio effettuato nel 2013 prima della TPD (direttiva europea sui prodotti contenenti nicotina), è emerso che il consumo di liquidi è aumentato, probabilmente anche a causa del limite massimo di concentrazione della nicotina liquida (20 mg/ml). in percentuale troppo bassa per i tabagisti più accaniti. L’87% degli utenti vorrebbe, inoltre, poter acquistare formati più grandi di liquidi pronti per risparmiare e il 90% per ridurre l’impatto ambientale della plastica.
I risultati ottenuti hanno permesso ad ETHRA di formulare diverse richieste per il legislatore europeo:
- Aumentare la percentuale di nicotina nei booster;
- Eliminare il limite TPD dei 10 ml per i liquidi pronti;
- Laddove presenti, abolire le tasse extra sui prodotti da svapo, i monopoli di stato e i divieti sugli aromi;
- Garantire una migliore informazione sulle alternative al fumo di tabacco.
A breve scopriremo se tale sforzo verrà ripagato dall’istituzione.
Ma diamo ora un’occhiata allo scorcio relativo al nostro Bel Paese.
La situazione in Italia: tutti i numeri degli svapatori
Il sondaggio portato avanti dall’ETHRA, grazie all’intermediazione di ANPVU, ha rivelato dati interessanti sulle abitudini dei vaper italiani. Dei 7952 che hanno partecipato, 646 erano donne, mentre le fasce d’età sono state le seguenti:
- 30-39 anni (32,61%)
- 40-49 anni (26,85%)
- 18-29 anni (25,88%)
- 50-59 anni (11,98%)
- 60-69 anni (2,49%)
- più di 70 anni (meno dell’1%)
Tra questi, il 95,06% usa la sigaretta elettronica, il 13,33% fuma sigarette, il 2,88% usa il riscaldatore di tabacco e l’1,24% fuma il sigaro. Tra i vaper, l’80,6% ha smesso di fumare definitivamente (oltre la metà fumava da più di 10 anni), il 15,74% fuma e svapa e solo l’1% non aveva mai fumato prima.
Degli utilizzatori duali, il 33,15% dichiara di continuare anche a fumare perché gli piace farlo, il 31,75% per il costo elevato dei liquidi svapo, il 14,13% perché non ha mai trovato un aroma che lo soddisfacesse appieno, il 12,73% per la poca fruibilità dei prodotti nelle strade e il 12,11% perché non riesce ad appagare totalmente il desiderio di fumare con la nicotina liquida.
Tra chi utilizza esclusivamente la sigaretta elettronica, il 97,75% ha smesso di fumare grazie al vaping, l’1,67% grazie ad altri succedanei del tabacco (cerotti alla nicotina e quant’altro) e meno dell’1% con metodi alternativi (ipnosi, libri, assistenza).
Il 39,57% dei vaper svapa da 2-5 anni, il 31,55% da oltre 5 anni e il 9,78% da meno di un anno. Il consumo medio di e-liquid si attesta sugli 8,76 ml al giorno con un contenuto medio di nicotina di 4,85 mg/ml.
Ecco quali sono i gusti degli svapatori italiani:
- Al 68% piacciono i tabaccosi aromatizzati
- 61,43% tabacchi senza altri ingredienti aggiunti
- 44,19% aromi fruttati
- 45,29% liquidi cremosi
- 12,65% e-liquid al sapore di bevande/drink
Tutto questo ci dà un’idea piuttosto chiara di quali siano le inclinazioni e le consuetudini dei vaper nel nostro Paese, dati molto utili sia per le associazioni, che possono così mediare con le istituzioni (laddove vengano ascoltate), che per tutte quelle persone che vorrebbero saperne di più sull’utilità delle sigarette elettroniche.
Considerazioni finali
Come ben sappiamo, la cosa più salutare da fare sarebbe smette di fumare e non svapare, poiché l’aria pura rimane sempre l’elemento migliore per i nostri polmoni. Nel momento in cui, però, la sola forza di volontà non basta, ecco che le sigarette elettroniche forniscono un supporto reale per abbandonare definitivamente il tabacco combusto, notoriamente cancerogeno.
La sostituzione del fumo col vapore, la possibilità di abbassare gradualmente il tasso di nicotina nei liquidi e il mantenimento del gesto, fanno dell’e-cig il dispositivo più efficace al giorno d’oggi per migliorare la salute dei tabagisti. Va tuttavia ricordato che si tratta di una riduzione del rischio di danno da fumo e non di una soluzione totalmente priva di un impatto sulla salute, da gestire in modo consapevole.










