Strage di Erba, le nuove dichiarazioni di Olindo Romano: “noi siamo innocenti”

Strage di Erba, Olindo Romano ha scritto una lettera al giornalista Marco Oliva di Telelombardia: nel nostro articolo vi mostriamo il contenuto.

Olindo Romano
Strage di Erba, la lettera di Olindo Romano al giornalista Marco Oliva

Nonostante siano passati 14 anni, la strage di Erba è uno dei casi di cronaca nera più discussi dai media e giornalisti. In carcere per il massacro, che ebbe come vittime quattro persone (tra cui un bambino) ci sono i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. Olindo ha recentemente scritto una lettera a Marco Oliva, giornalista di Telelombardia. Uno stralcio della missiva è stata pubblicata sul settimanale Oggi. L’uomo scrive dal carcere: “Sicuramente rilascerò delle dichiarazioni e chissà che possa emergere la verità di quanto accaduto durante tutta la fase che va dal nostro arresto alla nostra condanna” aggiungendo: “Ovviamente con la speranza che possa emergere la nostra indagine”.

Strage di Erba: Olindo parla della moglie Rosa

Successivamente, nella stessa lettera, Olindo Romano parla della moglie Rosa Bazzi, affermando che qualcuno starebbe ostacolando il lavoro degli investigatori: “Noi siamo innocenti e questo fa paura a qualcuno”. E poi ancora: “Amo ancora Rosa? Continuo a volerle bene come sempre”. Come ricorda Viaggi News, Olindo Romano sarà al processo di Azouz Marzouk per calunnia, in qualità di testimone. L’udienza è prevista il prossimo 17 giugno. L’avvocato di Romano, Fabio Schembri, ha dichiarato: “Spiegherà una volta per tutte perché ha detto il falso”. Secondo il legale, questo processo potrebbe essere un antipasto della “nostra revisione”.

Il messaggio di Olindo

Al giornalista Marco Oliva, Olindo Romano ha spiegato che rilascerà nel prossimo futuro importanti dichiarazioni, con la speranza che possa emergere la verità su quanto accaduto, partendo dall’arresto dell’ex netturbino e della moglie Rosa Bazzi, fino alla condanna da parte dei giudici. Nella lettera indirizzata al giornalista di Telelombardia, Olindo si augura, inoltre, che possa emergere l’innocenza sua e di Rosa. Un uomo pieno di speranze Olindo, anche riguardo un’eventuale revisione del processo che possa dimostrare la loro estraneità dei fatti, aggiungendo: “Penso proprio che ci stiano ostacolando, lo capirebbe anche un bambino. Noi siamo innocenti e questo fa paura a qualcuno”.

Nella lettera alla redazione a Telelombardia, Olindo Romano parla anche della sua quotidianità in carcere: “Io personalmente sono in cella da solo e quindi il pericolo è minore. Anche in cucina, che è grande, rispettiamo le distanze…” L’uomo dichiara che la sua vita non è cambiata più di tanto a causa del coronavirus, in quanto può continuare a lavorare e stare all’aria aperta. Il vero problema, spiega Olindo, è che ai detenuti manca il contatto con i propri affetti. L’ex netturbino dichiara di voler ancora bene a sua moglie Rosa Bazzi.

Azouz Marzouk accusato di calunnia

Come ricorda Urban Post in un articolo pubblicato qualche giorno fa, Azouz Marzouk è accusato di aver calunniato Olindo Romano e Rosa Bazzi quando, presentando la richiesta di revisione del processo alla corte d’appello di Milano, in seguito respinta dalla procura generale, in data 19 aprile 2019, l’uomo ritenne che i coniugi Romano fossero estranei alla strage. Secondo l’accusa, apostrofandoli come “innocenti”, Marzouk avrebbe calunniato Rosa e Olindo. Sarà presente anche Olindo Romano nel ruolo di testimone nel processo a caricao dell’ex marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, entrambi uccisi nel corso della strage di Erba. Azouz Marzouk ha, invece, esternato la sua sicurezza a dimostrare l’estraneità di Olindo e Rosa.

Azouz li difende

Come ricorda un servizio delle Iene andato in onda lo scorso Marzo, all’epoca della strage di Erba, Olindo Romano e Rosa Bazzi vennero trattati da colpevoli dai media, ancor prima che si celebrasse il processo. Nel corso di un’intervista al programma Mediaset, Azouz Marzouk ha ribadito: “Per me non c’entrano niente Rosa e Olindo. Per me erano le due persone giuste per chiudere le indagini, punto e basta”. Azouz è così convinto dell’innocenza dei due, tanto da attirare gli inquirenti con una mossa azzardata, che ha avuto come risultato il suo rinvio a giudizio, ovvero, la richiesta di revisione del processo nei confronti dei coniugi Romano. Secondo la versione dell’uomo, Rosa e Olindo sarebbero innocenti, ma avrebbero dichiarato il falso autoaccusandosi di un molteplice omicidio, in realtà mai commesso.

Perché Marzouk deve essere processato

Secondo l’accusa, Azouz Marzouk ha “incolpato ingiustamente” Olindo Romano e Rosa Bazzi, pur riconoscendoli innocenti. Ricordiamo come i due coniugi stiano scontando la loro condanna all’ergastolo, riconosciuta come definitiva. Per la giustizia, sono loro i responsabili della strage di Erba avvenuta nel 2006. Tornando ad Azouz, l’uomo ha sostenuto, come spiegato dal pm Giancarla Serafini, che “all’epoca delle loro confessioni avessero in sostanza detto il falso”. Risulta curioso come Marzouk sia convinto che i Romano si siano realmente autoaccusati di un delitto, a suo dire, mai commesso.

Elementi che non quadrano

La strage di Erba costò la vita a Paola Galli, sua figlia Raffaella Castagna, il piccolo Youssef (figlio di Raffaella) e Valeria Cherubini. Mario Frigerio, non più tra noi, fu l’unico superstite di quel massacro. L’uomo riuscì a scampare alla furia degli assassini. Azouz Marzouk ha nominato, qualche tempo fa, un team di consulenti che hanno depositato una consulenza tecnica di parte offesa firmata da Eugenio D’Orio, volta a chiarire quanto realmente accaduto quel maledetto giorno di 14 anni fa. Uno dei membri, la professoressa Mary Petrillo, ha spiegato lo scorso anno a Unione Sarda: “Noi come Crime Analysts Team stiamo mettendo a punto tutta una serie di relazioni riguardo al caso di Erba”.

Secondo Mary Petrillo, il caso venne trattato, al suo tempo, in maniera “un po’ superficiale”. Ci sarebbero state, a detta della docente universitaria e coordinatrice del Crime Analysts Team, ulteriori piste da seguire alternativamente a quella di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Ci sarebbero 101 reperti da analizzare. Petrillo ha ribadito come sulla scena del crimine non ci siano tracce dei coniugi Romano: “La cosa lascia tutti perplessi”. Eugenio D’Orio ha messo in risalto gli elementi che non quadrerebbero. Gli esperti hanno chiesto l’accesso per l’analisi di tali elementi.

Mario Frigerio fu manipolato?

Sulla strage di Erba si è espresso, sempre lo scorso anno, un professionista quale Piergiorgio Strata, nome di punta della neuroscienza in Italia. Strata ha parlato di Mario Frigerio, il quale, all’epoca, riferì in un primo momento di essere stato aggredito da un uomo di etnia araba. In seguito, cambiò versione, attribuendo la colpa a Olindo Romano, vicino di casa. Intervistato nel 2019 a Radio Cusano Campus, Strata ha riferito: “La memoria è un processo di dati che si depositano nel nostro cervello e che poi possono essere riesumati prendendo da varie parti dello stesso cervello tutta l’informazione e riprodurla“. Secondo Strata, la prima memoria, ovvero quella che subito viene in mente, è quella più fedele. La prima versione, quella fornita da Mario Frigerio sul letto d’ospedale, sarebbe dunque quella più veritiera?

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Marco Della Corte
Sono nato a Capua (Caserta) il 4 agosto 1988. Da sempre amante, della letteratura, giornalismo, mistero, musica e cultura pop (anime, manga, serie tv, cinema e videogames). Ho mosso i primi passi su testate locali come Il Giornale del Golfo e la Voce di Fondi, per poi passare a testate più mainstream come Blasting News, Kontrokultura e Scuolainforma. Regolarmente iscritto presso l'ODG Campania come pubblicista, sono laureato in Filologia classica e moderna. Attualmente insegno come docente di materie umanistiche tra liceo classico e scientifico. Ah, dimenticavo: la cronaca nera è il mio pane quotidiano!