Strage funivia: 3 arresti. “Hanno ammesso”

Dopo un malfunzionamento della funivia sabato pomeriggio, la forchetta era stata manomessa per evitare il blocco della funivia in un giorno in cui vi era un alto numero di turisti. Questa l'ipotesi formulata dall'accusa, che trova ora conferma nelle confessioni di 3 persone

Sarebbero tre le persone che avrebbero ammesso di avere volontariamente manomesso i sistemi di sicurezza dei cavi della funivia. Lo riferisce il comandante dei Carabinieri di Verbania, Alberto Cicognani.

Cicognani ha riferito che: “C’erano malfunzionamenti nella funivia, è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare la ‘forchetta’, che impedisce al freno d’emergenza di entrare in funzione”, così viene riportato da AGI.

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Le tre persone, che hanno ammesso le loro colpe, sono Luigi Nerini, amministratore della società Ferrovie del Mottarone che gestisce la funivia, Gabriele Tadini, direttore del servizio ed Enrico Perocchio, caposervizio. Tutti e tre sono stati portati in carcere a Verbania. 

Il procuratore Olimpia Bossi aveva affermato che: Da quanto ci è stato riferito, sabato pomeriggio la funivia si è fermata e c’è stato un intervento per rimetterla in funzione”. 

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Secondo l’accusa,  infatti, il meccanismo di emergenza sarebbe stato manomesso per evitare di interrompere il servizio proprio in una giornata in cui si era previsto il massimo afflusso di turisti.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.