Strage Mestre

Strage Mestre: i dubbi sulla dinamica del bus precipitato

Tanti i dubbi che attanagliano tutte le persone che leggono dell’incidente avvenuto a Mestre che, fino a ora, ha portato alla morte di decine di persone.

Alla base della maggior parte dei dubbi vi è la dinamica, ancora da chiarire completamente nei suoi aspetti più complessi. Il bus sarebbe caduto di piatto, causando l’incendio. I Vigili del Fuoco, infatti, sono stati impegnati a bagnare le batterie durante tutte le operazioni di soccorso per cercare di ridurre la temperature di ciò che rimaneva del mezzo.

Un volo di ben 9,40 metri dopo una manovra che ha spinto l’autobus sulla destra. Subito dopo il forte impatto durato circa 30 metri poco prima di precipitare dal punto di sfogo, ovvero un spazio ristretto ove non è presente il guardrail.

Ma esistono anche posizioni differenti: un assessore del Comune di Venezia ha fatto sapere che l’autobus sarebbe caduto 50 metri dopo il punto di sfogo. Insomma una dinamica ancora da chiarire nei suoi aspetti più grigi.

Una cosa è certa, a causare l’elevato numero di morti, tra cui una coppia di sposi ucraini è stato il modo in cui l’autobus ha impattato il terreno. Secondo i Vigili del Fuoco se l’autobus fosse precipitato di fianco e non sul tetto il numero delle vittime sarebbe stato sensibilmente ridotto.

Si avrà maggiore chiarezza dopo che le Forze dell’Ordine avranno analizzato i filmati catturati dalle telecamere sul posto e dopo le autopsie sui corpi delle vittime per chiarire le cause dei decessi.

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