Quando una persona muore, uno dei dubbi più frequenti riguarda il conto corrente intestato al defunto. Molti familiari si chiedono se sia possibile utilizzare il denaro presente sul conto per pagare spese urgenti o necessità familiari. Tuttavia è importante sapere che, dal punto di vista legale, le somme presenti sul conto fanno parte dell’eredità e devono essere gestite secondo regole precise.
Il conto corrente entra nell’eredità
Dal momento della morte si apre la successione ereditaria. Questo principio è stabilito dall’articolo 456 del Codice Civile, secondo cui la successione si apre al momento della morte della persona.
Di conseguenza anche il denaro presente sul conto corrente entra a far parte del patrimonio ereditario e spetta agli eredi secondo le quote previste dalla legge o dal testamento.
Questo significa che nessuno può considerare quel denaro come esclusivamente proprio, perché fa parte dell’eredità comune.
Cosa fa la banca quando viene informata del decesso
Quando la banca viene a conoscenza della morte del titolare del conto, normalmente procede a bloccare il conto corrente. Lo scopo è evitare che il denaro venga prelevato prima di identificare tutti gli eredi.
Per poter sbloccare il conto e dividere le somme, la banca richiede la documentazione relativa alla successione, compresa la dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate.
Solo dopo questa procedura le somme potranno essere distribuite tra gli eredi.
Può capitare che nessun familiare informi subito la banca della morte del titolare del conto. In questa situazione il conto può continuare a risultare attivo per un certo periodo di tempo.
Tuttavia, nella pratica le banche riescono comunque a venire a conoscenza del decesso attraverso diversi canali. Ad esempio possono ricevere informazioni dagli eredi quando iniziano la procedura di successione, da comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, oppure da controlli sui dati anagrafici dei clienti che vengono aggiornati periodicamente.
Quando la banca viene a sapere del decesso, anche se è passato del tempo, procede comunque a bloccare il conto corrente e a richiedere agli eredi la documentazione relativa alla successione
Cosa succede se qualcuno utilizza il denaro
Può capitare che uno dei familiari utilizzi il denaro presente sul conto prima che la successione sia stata definita.
Dal punto di vista giuridico questa situazione può creare problemi, perché il denaro non appartiene a un solo erede ma a tutti. Se una persona preleva somme senza il consenso degli altri eredi, questi ultimi possono chiedere la restituzione del denaro.
In molti casi la somma prelevata viene considerata come anticipo sulla quota ereditaria, che verrà poi conteggiato al momento della divisione dell’eredità.
Il rischio di appropriazione indebita
Se il prelievo avviene senza il consenso degli altri eredi e con l’intenzione di trattenere il denaro, tale condotta può configurare un’ipotesi di reato.
L’articolo 646 del Codice Penale disciplina il reato di appropriazione indebita, che si verifica quando una persona si impossessa di denaro o beni che appartengono anche ad altri.
In questi casi gli altri eredi possono chiedere la restituzione delle somme e, nelle situazioni più gravi, presentare denuncia.
Il parere dell’avvocato
Dal punto di vista legale è sempre consigliabile non utilizzare il conto corrente del defunto prima della successione. Il denaro depositato sul conto fa parte dell’eredità e deve essere gestito nel rispetto dei diritti di tutti gli eredi.
E’ consigliabile avviare nel più breve tempo possibile la procedura di successione e attendere che la banca sblocchi il conto. Solo dopo sarà possibile dividere le somme secondo le quote spettanti a ciascun erede.












E se c’è un unico erede, esempio un figlio unico alla morte di entrambi i genitori?
Buonasera, in caso di figlio unico e di un’eredità composta solo da denaro sul conto corrente per un valore inferiore a 100.000 €, spesso non è necessario presentare la dichiarazione di successione.
Se invece nell’eredità sono presenti immobili (case o terreni), la dichiarazione di successione deve essere sempre presentata.