Diritto
Animali esotici in casa: attenzione, puoi rischiare fino a 3 anni di carcere
Prima dell’acquisto verifica questi tre elenchi

Possedere un animale esotico in Italia non è automaticamente vietato. Tuttavia, la legalità dipende dalla specie, dalla documentazione e dall’eventuale presenza della specie in elenchi ufficiali che ne vietano o limitano la detenzione.
Non esiste un divieto generico sugli “animali esotici”, ma esistono liste precise contenute in norme nazionali ed europee, che individuano specie:
- protette (CITES)
- invasive
- pericolose per l’incolumità pubblica
Specie protette CITES: quando servono certificati obbligatori
Molti animali esotici rientrano nella disciplina della Convenzione di Washington (CITES), attuata nell’Unione Europea dal Regolamento (CE) n. 338/1997 e in Italia dalla Legge 7 febbraio 1992, n. 150.
Esempi di animali soggetti a CITES:
- tartarughe terrestri (Testudo hermanni)
- ara e cacatua
- alcune specie di pitoni
- iguane appartenenti a specie protette
Per queste specie è obbligatoria: la documentazione che attesti la provenienza lecita, la marcatura (in molti casi microchip o anello identificativo), la conservazione del certificato CITES.
Esiste un elenco ufficiale?
Sì. Il Regolamento (CE) 338/1997 contiene allegati (A, B, C, D) nei quali sono elencate le specie soggette a tutela. Gli allegati sono pubblici e aggiornati periodicamente a livello europeo.
Quali sono le sanzioni?
La Legge 150/1992 prevede, nei casi più gravi:
- reclusione fino a 3 anni,
- ammende che possono superare diverse migliaia di euro,
- sequestro e confisca dell’animale.
La giurisprudenza della Cassazione ha più volte confermato che la detenzione senza idonea documentazione può integrare reato, anche in assenza di finalità commerciali.
Specie esotiche invasive: quando la detenzione è vietata
Il secondo ambito riguarda le specie esotiche invasive, disciplinate dal:
- Regolamento (UE) n. 1143/2014
- D.Lgs. 15 dicembre 2017, n. 230
Si tratta di specie che possono compromettere l’equilibrio degli ecosistemi.
Esempi concreti di specie invasive inserite nella “Union List”:
- Scoiattolo grigio americano (Sciurus carolinensis)
- Tartaruga palustre americana (Trachemys scripta)
- Gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii)
- Pappagallo monaco (Myiopsitta monachus)
Per queste specie è vietato: detenerle, venderle, riprodurle, trasportarle, rilasciarle in natura.
Esiste un elenco ufficiale?
Sì. La Commissione Europea pubblica e aggiorna la “Union List” delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, consultabile pubblicamente. Se una specie compare in tale elenco, la detenzione è generalmente vietata.
Quali sono le sanzioni?
Il D.Lgs. 230/2017 prevede:
- sanzioni amministrative elevate,
- nei casi più gravi, sanzioni penali,
- sequestro degli esemplari,
- obbligo di rimozione o affidamento a strutture autorizzate.
Le sanzioni possono arrivare a diverse decine di migliaia di euro nei casi di violazione commerciale.
Animali pericolosi per l’incolumità pubblica
Un ulteriore profilo normativo riguarda gli animali considerati pericolosi.
Il riferimento è il Decreto Ministeriale 19 aprile 1996, che individua specie la cui detenzione è vietata per motivi di sicurezza pubblica.
Esempi di animali pericolosi:
- leoni, tigri, leopardi
- orsi
- lupi
- primati non umani (scimmie)
- coccodrilli
- serpenti altamente velenosi (cobra, mamba, vipere esotiche)
Esiste un elenco ufficiale?
Sì. Il D.M. 19 aprile 1996 contiene un elenco dettagliato di specie vietate, suddivise per categorie zoologiche. Regioni e Comuni possono adottare regolamenti integrativi.
Quali sono le sanzioni?
La detenzione di animali pericolosi in violazione del divieto può comportare:
- sanzioni penali,
- sequestro immediato dell’animale,
- confisca definitiva,
- responsabilità civile in caso di danni a persone o cose.
Prima di decidere di possedere un animale esotico è necessario, pertanto, controllare che la specie non sia inserita negli elenchi di divieto (invasive o pericolose), se soggetta a CITES, è correttamente documentata, sono rispettate eventuali norme locali.








