Susy e Pietro: la voglia di reagire e il coraggio di farlo davvero. In Brasile.

susybrasileVi raccontiamo la storia di qualcuno che ha deciso di cambiare la sua vita, di dare una svolta, di uscire dalla crisi (italiana ma non solo) reagendo attivamente. Vi raccontiamo la storia di Susy e di suo marito Pietro, una coppia italiana che dalla Brianza ha deciso di trasferirsi a Paracuru, a 90 km da Fortaleza, in Brasile.

Susy, è proprio il caso di dire: c’era una volta la mia vita e ora tutto è cambiato. Tu e tuo marito avevate un lavoro a tempo indeterminato in Italia e un giorno avete stravolto tutto: avete deciso di trasferirvi in Brasile. Che cosa è successo, Susy? Ti va di raccontarmi come tutto è cambiato? E perché?

Ho sempre pensato che nella vita di ciascuno fosse importante viaggiare, conoscere posti diversi e diverse persone per poter crescere e migliorarsi. Poi quando ho sposato Pietro nel 2009, nel periodo in cui la crisi in Italia cominciava ad acuirsi e le prospettive per il nostro futuro non erano rosee, abbiamo condiviso la stessa esigenza di cambiamento. Avevamo due impieghi sicuri, ma ci sentivamo frustrati dalle logiche del “vivere per lavorare”. I nostri stipendi servivano in sostanza a pagare le spese quotidiane e poco più e i nostri risparmi andavano via via assottigliandosi.

Così abbiamo cercato un posto dove poter realizzare il nostro sogno di vivere (con il nostro esiguo budget!) secondo criteri diversi, lavorando per realizzare qualcosa di concreto, di nostro, senza essere schiacciati dalla burocrazia, dal fisco, dal consumismo. Soprattutto volevamo vivere una vita che fosse rispettosa dell’ambiente e del territorio che ci ospita, lontani dal traffico, dallo smog, dai ritmi sfrenati di una vita stressante.

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In Brasile abbiamo trovato le condizioni per poter fare tutto ciò, così abbiamo investito i nostri risparmi per costruire una casa qui e aprire un’attività turistica. 

Vontadeverao, voglia d’estate, è il nome che avete scelto per la vostra attivtà. Facile associare la voglia di estate al Brasile, ma Vontadedeverao è molto di più che fare le vacanze al mare. È un progetto che si inserisce in un contesto volto alla salvaguardia dell’ambiente, non solo al benessere degli ospiti. Quali sono le scelte che avete fatto in funzione di questo? Cosa offrite per l’uomo che gli insegni a rispettare di più la natura?

Abbiamo pensato che fosse importante dimostrare ai turisti che si può vivere la vacanza in modo più naturale ed ecosostenibile fornendo un esempio concreto, senza “dare lezioni” a nessuno. Semplicemente riflettiamo il nostro modo di vivere nell’erogazione dei nostri servizi turistici: non noleggiamo auto ma biciclette; non utilizziamo l’aria condizionata nei nostri appartamenti ma sfruttiamo la ventilazione naturale delle piante e delle correnti d’aria; non abbiamo la lavatrice ma laviamo i nostri panni a mano; la televisione è presente solo nell’area comune. Cerchiamo di ottimizzare le risorse a nostra disposizione producendo per quanto possibile i mezzi del nostro sostentamento e riciclando materiale per produrre energia e beni di consumo: abbiamo dei contenitori per la raccolta dell’acqua piovana; luci esterne a energia solare; un’area per la creazione del compost per le piante. Per i nostri acquisti scegliamo piccoli produttori locali selezionati, evitando la grande distribuzione. 

Per i nostri ospiti proponiamo anche, su richiesta, menù vegani e vegetariani, stabiliti su misura in base alle specifiche esigenze del cliente, a base soprattutto della squisita frutta e verdura raccolti direttamente dalle nostre piante all’interno del residence e dei buonissimi prodotti locali, freschi di giornata.

E ovviamente gli animali sono ospiti graditi.

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Durante la nostra prima chiacchierata hai accennato ad una tendenza, da parte del turista europeo, di indentificare il Brasile con il turismo sessuale. Mi dicevi che nel vostro progetto c’è anche la speranza di insegnare a superare questo preconcetto e mostrare un Brasile che va decisamente oltre. Per fare questo immagino abbiate dovuto stabilire un contatto con persone del luogo, imparare a capire la loro cultura, chi sono e cosa è il loro paese. Parlami del rapporto che avete con il Brasile e i brasiliani, cosa avete imparato voi stessi che prima non sapevate di loro?

Venendo in Brasile è facile cadere negli stereotipi. Gran parte dei turisti europei e non solo vengono qui per trovare sesso facile ed effettivamente il mercato della prostituzione e della droga, cocaina in testa, è florido, soprattutto nelle grandi città.

Nei nostri viaggi, prima di stabilirci definitivamente qui, abbiamo voluto addentrarci in un Brasile lontano dal turismo di massa, per capire come le persone vivano realmente.

I brasiliani, nella loro semplicità, sono di una gentilezza ed educazione sorprendenti. Basta osservare come si comportano nelle tante situazioni della vita quotidiana. Un esempio su tutti: viaggiando su un mezzo pubblico ci è capitato di vedere un signore anziano salire con difficoltà ad una fermata dell’autobus. Non una, ma dieci persone si sono alzate per aiutarlo a salire e a sedersi. Sullo stesso autobus poco dopo un distinto signore in camicia ha preso tra le braccia il figlio di una sconosciuta che, rimasto in piedi, si lamentava. Il bimbo si è addormentato tra le sue braccia fino al momento di scendere.  

Non so se ho reso l’idea, ma qui si coopera, ci si aiuta, si è attenti al prossimo e lo si è in modo spontaneo. Noi europei l’abbiamo un po’ persa questa capacità, concentrati come siamo a produrre profitti e benessere per noi stessi.

Ti avranno fatto questa domanda milioni di volte e te la faccio anche io: non ti manca l’Italia?

Sinceramente, Roberta, NO. Abbiamo talmente tanto da fare per costruire la nostra nuova vita qui che le giornate volano e non c’è spazio per la nostalgia.

Il Brasile poi è un Paese capace di fare innamorare come pochi altri posti al mondo, anche se non è un Paese facile: è pieno di contrasti, è selvaggio, arretrato, povero, sporco, pieno di animali strani, odori e sapori forti, molto diverso da ciò che siamo abituati a vedere o a vivere in Italia. Ma tutto ciò ci affascina e ci conquista giorno dopo giorno, insieme all’allegria e alla gioia di vivere tipici dei brasiliani.

Certo, ci mancano gli amici e le persone care, ma grazie a internet li sentiamo molto spesso e poi speriamo che prima o poi vengano tutti qui con noi!

Ci piacerebbe creare una piccola comunità etica fondata sui principi di eco sostenibilità che ho richiamato sopra, anzi, faccio un appello a chi condivide le nostre idee: nel residence c’è posto per chi volesse trasferirsi qui ed aiutarci!

Raccontare la storia di qualcuno è un po’ come raccontare una favola. In questo caso, una favola con il lieto fine. E come in tutte le favole c’è anche una morale.

In questo caso direi che la morale è: se non sei felice della tua vita, invece di piangerti addosso e di prendertela con le circostanze, cambiala. Reagisci. Fai qualcosa. Non è facile, no. Ci vuole coraggio, sì.

Come quello che hanno avuto Susy e Pietro.