Un’altra frode fiscale messa in atto nel Meridione; tre persone indagate e € 57 milioni sequestrati stamane è il bilancio di un’operazione delle Fiamme Gialle svolta nel settore dei carburanti.
I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Taranto hanno eseguito oggi un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti di una società di compravendita di carburanti tra Taranto e Salerno.
La società avrebbe venduto nei normali distributori di benzina carburante destinato al settore agricola e, quindi, soggetto ad accisa ed iva agevolati. La qualità del petrolio è praticamente uguale; la composizione è la medesima e le caratteristiche non cambiano se non per il colore. Quello venduto alla pompa di benzina ha un’aggiunta di colorante verde per indicare che è soggetto ad imposte maggiori.
Il legislatore ha previsto un’iva agevolata del 10% sui carburanti anziché del 22% per gli operatori agricoli in considerazione del fatto che le attività agricole sono soggette a condizioni atmosferiche non prevedibili e, pertanto, a rischio. Se si calcola il differenziale del 12% su un numero di litri considerevole si potrà capire il margine di guadagno netto per il commerciante che acquista a prezzo agevolato. In questo caso, le Fiamme gialle avrebbero accertato profitti per un valore di € 31 milioni.
La società distributrice del carburante spronava i consumatori ad acquistare pagando in contanti per evitare la tracciabilità dei flussi.
Il gioco ha precedenti illustri, come lo “scandalo petroli” che riempì le pagine della cronaca della fine degli anni ‘70 e gli inizi degli anni ’80, e che avrebbe fruttato ai promotori duemila miliardi di lire.











