Tato in mostra al Palazzo Valdina

fino al 6 dicembre 2019 sarà possibile visitare un percorso dedicato al pittore dell'avanguardia futurista.

Guglielmo Sansoni era un giovanissimo ragazzo di 23 anni quando nel 1919 conobbe Filippo Tommaso Marinetti. Il fondatore del Futurismo colpì particolarmente Guglielmo sia per la sua vita private che per la sua carriera professionale. Pochi mesi dopo la loro conoscenza, il pittore celebrò con un necrologio la sua scomparsa, seguì un funerale in cui morì la sua vecchia identità. In quel istante nacque ufficialmente Tato.

La sua riconoscibile firma è legata agli anni splendenti dell’aeropittura. Proprio Tato fondò e fece conoscerla al mondo negli anni Trenta nel vertiginoso mondo delle avanguardie.

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Per ricordare la figura di Tato, dato che quest’anno ricorre il centenario dalla sua morte, la Camera dei Deputati ha deciso di aprire le porte al Palazzo Valdina con una mostra che fino al 6 dicembre. Ospita circa una trentina di opere in cui il fil-rouge dei soggetti sono gli aeroplani. Proprio quest’ultimo agli albori del XX secolo rappresentava il dinamismo, l’energia, la potenza e la velocità concetti tanto amati dal Futurismo.

I quadri – oli su tela, tempere su carta, dipinti su carta – sono provenienti da collezioni private scelte da Salvatore Vetura e Cornelia Bujin, curatore e coordinatrice del progetto. Le opere celebrano in modo eccellente il nuovo modo di osservare la realtà delle cose dagli anni trenta: velivoli militari, edifici, città e molto altro diventano un palcoscenico di forme distorte e ricurve.

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Cos’è l’aeropittura?

L’aeropittura è una micro-corrente che appartiene al futurismo ed è espressione del mito della macchina e della modernità. Il primo esempio è legato alla figura di Marinetti L’aereopano del Papa‘ del 1912. Qualche anno successivo, era il 1931, fu pubblicato il Manifesto dell’Aeropittura futurista da Marinetti, Balla, Depero, Prampolini, Dottori, Cappa, Tato e Somenzi.

Marinetti aveva tratto la sua ispirazione per il Manifesto dell’Aeropittura, grazie anche alla frequentazione con Mino Somenzi, dopo un volo in idrovolante sul Golfo della Spezia.

Maria Carola Leone
Maria Carola Leone
Maria Carola Leone, classe 1990. Laureata in Lingue e Letterature Moderne dell’Occidente e dell’Oriente – Curriculum orientale (Arabo, Ebraico e Francese) con votazione 110/110 e lode. Parla correttamente 5 lingue: inglese, francese, spagnolo, arabo ed ebraico. Da sempre sostenitrice dell’arte e della cultura intraprende il suo percorso da culture-teller a 11 anni quando pubblica il suo primo articolo giornalistico sul quotidiano ‘La Sicilia’. Continua a scrivere fino a quando nel 2012 entra a far parte della condotta Slow Food 570 diventando Responsabile dei Progetti educativi, editoriali e culturali collaborando attivamente e con serietà al progetto. Attualmente è Docente di Lingue Straniere presso una scuola superiore di Palermo, si occupa di Digital Marketing, Traduzioni e sottotitolaggio e collabora per la Condotta Slow Food di Palermo.