Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

La storia del transatlantico che ha ispirato film e romanzi.

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

Sono trascorsi 106 anni da quella notte, quando il Titanic vista l’ultima luce del giorno, si inabissava nei freddi fondali dell’Oceano Atlantico. La nave dei sogni, costruita a Belfast partì nel suo viaggio inaugurale il 10 aprile 1912. Nave orgoglio dell’Inghilterra, maestosa creazione della White Star Line. Durante i lavori di costruzione la nave miete già le sue prime vittime. Forse un avvertimento. Il costo finale del transatlantico fu di 7,5 milioni di dollari del 1912, equivalenti a 180 milioni di dollari del 2012. Il progetto era nato da Bruce Ismay e Lord Pirrie. Lo scafo aveva una lunghezza di 268,83 metri, una larghezza di 28 metri e un’altezza di 53,3 metri con un pescaggio di 18 metri. Sfarzosa e lussuosa, dotata di ogni comfort, il Titanic rappresentava la massima espressione della tecnologia navale del tempo ed era il più grande e lussuoso transatlantico del mondo.

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

A bordo del transatlantico si intrecciavano storie diverse, ceti differenti. L’eleganza dei passeggeri di Prima Classe; i sogni e le speranze di un futuro migliore dei passeggeri di Seconda e Terza Classe. In cabina e alla guida del più grande transatlantico del mondo, l’esperto capitano Edward John Smith, al culmine della sua brillante carriera nel mare durata 40 anni. Alle 12:00 del 10 aprile 1912, il Titanic salpò da Southampton verso New York. Un viaggio che sarebbe durato otto giorni di navigazione. Il nefasto destino aveva però già messo la parola fine a quel transatlantico che a detta di molti neanche Dio avrebbe potuto affondare. Consacrazione di un uomo che mira alla grandezza, di un uomo che osa sfidare le leggi della natura.

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

La mattina del 14 aprile 1912, dopo quattro giorni di navigazione, verso le 13:30, il comandante consegnò a Bruce Ismay un messaggio appena ricevuto dal vapore Baltic, che segnalava la presenza di ghiaccio a 400 km sulla rotta del Titanic. Il comandante Smith non diminuì la velocità. Quel giorno arrivarono altri telegrammi, i quali non raggiunsero il comandante. Alle 23:40 le due vedette avvistarono un iceberg proprio di fronte la nave. L’avvistamento avvenne in ritardo a causa della mancanza di binocoli. Murdoch, al comando della nave, comandò di virare a a sinistra, ordinando anche di mettere le macchine “indietro tutta”, ma la nave viaggiava alla velocità di circa 22,5 nodi e non riuscì a rallentare nel tempo necessario a evitare l’impatto.

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

La nave sfiorò a tribordo l’iceberg nella sua porzione emersa, ma la porzione immersa della montagna di ghiaccio tagliò letteralmente i pannelli d’acciaio della fiancata schiodandoli. L’impatto con il ghiaccio provocò il piegamento delle lamiere provocando sei diverse falle a circa 5 metri al di sotto della linea di galleggiamento. L’acqua cominciò a penetrare ed invadere i compartimenti. I 4 compartimenti di carico situati alla prua della nave in 10 minuti imbarcarono più di 4 metri d’acqua causando un conseguente primo abbassamento della carena viva di 2°, che facilitò l’ingresso dell’acqua all’interno degli altri compartimenti e del primo dei compartimenti caldaie già colpito dall’iceberg. L’allagamento delle sale macchine, e in particolare la sala delle turbine elettriche, procedette per gradi e fu notevolmente ritardata dalle chiusure stagne e dalle pompe. Questo fornì energia elettrica per il funzionamento delle apparecchiature e per l’illuminazione necessarie per le operazioni di evacuazione della nave.

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

Thomas Andrews, progettista del Titanic, rivelò dopo accurati calcoli che il transatlantico si sarebbe inabissato entro un’ora e mezza o due ore al massimo. Le lance di salvataggio potevano contenere solo la metà dei passeggeri a bordo. Molte di queste furono lanciare in acqua quasi vuote. L’ordine prevedeva prima donne e bambini. Verso le ore 2:10 la poppa si era sollevata al punto da formare un angolo di 30° con la superficie del mare, stagliandosi contro il cielo stellato.

La forza terrificante generata dall’emergere dello scafo provocò il lento schiacciamento della chiglia e la dilatazione delle sovrastrutture, che portarono lo scafo quasi al punto di rottura. Un atroce spettacolo si parò dinanzi gli occhi dei sopravvissuti. Alle ore 2:15 il circuito elettrico dell’intero scafo s’interruppe all’improvviso e si udirono rumori cupi di “strappi e fratture”. L’acqua penetrò all’interno della crepa di spezzamento e velocizzò l’inabissamento del troncone di prua consentendo alla poppa di rialzarsi perpendicolarmente; nel frattempo la prua si staccò e si inabissò, lasciando galleggiare la poppa per qualche minuto. Alle 2:20 anche la parte della poppa si inabissò, ponendo fine alla breve vita dell’inaffondabile transatlantico.

Titanic: storia e leggenda del transatlantico definito inaffondabile

Quella sera persero la vita 1523 persone. Le 705 persone sopravvissute non fecero altro che attendere la Carpathia, la nave più vicina che arrivò alle prime luci dell’alba. Intorno al Titanic nacquero storie, leggende, miti. L’affondamento del Titanic segnò inesorabilmente la fine della Belle époque. Il disastro navale colossale, il tristo mietitore che pose fine quella sera a ricchi, emigranti, poveri. La morte cancella ogni titolo, ogni onore e gloria. “I ricchi non sono che polvere dinanzi agli occhi di Dio”. L’affondamento del Titanic sancì il tramonto del mito dell’indistruttibilità. Due anni dopo, l’Inghilterra, ferita, entrò in quella che venne chiamata la “Grande Guerra”.

Nel 1898, 14 anni prima della tragedia, uscì un romanzo dal titolo Futility, or the Wreck of the Titan, in cui si narrava la storia di un transatlantico chiamato Titan, il più grande mai costruito e considerato inaffondabile, che nel mese di aprile finisce in rotta di collisione con un iceberg nel Nord Atlantico naufragando in poche ore.

Da quella notte il relitto del Titanic riposa lì, tra i coralli, i pesci. Fa quasi tenerezza vedere quel relitto, lacerato dai microbi dell’Oceano che lentamente divorano il legno ed il ferro. Tra mille anni non resterà nulla di quel relitto, solo il ricordo in fotografie, dipinti. Immagini che sorvolano i tempi. Tra quattro anni saranno 110 anni, per quella data, alcuni costruttori hanno dichiarato che sarà pronta a salpare una replica del Titanic fornito della tecnologia più avanzata per quanto riguarda sicurezza e affidabilità.

Roby Contarino
Scrittore, poeta, autore di canzoni, blogger, social media manager. Gestisce un blog personale "Ad esempio a me piace scrivere". Collabora oltre che con Quotidian Post anche con CalcioNow, Spynews e Supernews. Ha pubblicato tre romanzi (Un amore, un destino; Come dentro una Bottiglia; All'ombra dell'ultimo sole". A dicembre uscirà il suo nuovo romanzo "Il Pianista e la bambina: vita sopra le righe".
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