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Torino, matrigna maltratta per anni la figliastra 12enne: condannata

Sembra quasi la storia di Cenerentola, costretta a fare le pulizie e obbligata a mangiare solo cibo avanzato. Niente affetto, nè giochi o caramelle, lei era “solo” la figliastra, e questo bastava per sottoporla a vessazioni e punizioni continue.

L’elenco dei maltrattamenti è lungo ed è stato riconosciuto anche dal Tribunale di Torino, che ha condannato la matrigna a un anno e sei mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia. Era sotto accusa anche il padre, però è stato assolto.

A denunciare la situazione della piccola, nel 2016, era stata l’insegnante, che aveva notato dei lividi sul corpo della sua alunna. All’epoca la ragazzina aveva 12 anni, e si è confidata con gli assistenti sociali: erano già 4 anni che subiva quei soprusi.

Il padre, marocchino, si era separato dalla mamma e aveva portato con sè in Italia lei e la sorella. Aveva messo su una nuova famiglia, ma la matrigna la trattava come una sguattera. Costretta a fare il bucato, cucinare, lavare per terra. Lasciata senza cibo se non riusciva a terminare tutto in tempo. Botte e schiaffi se si ribellava, a volte anche morsi. In più non le veniva concesso il tempo per dedicarsi allo studio e svolgere i compiti.

Così, il viceprocuratore onorario Paola Bellone aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi per la matrigna e a tre anni per il padre, che infine si è però risolto nella decisione sopra menzionata.

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