Torpignattara: solidarietà per il diciassettenne omicida

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Roma, nel quartiere di Torpignattara spuntano striscioni di solidarietà e la popolazione scende in piazza: “Siamo tutti con te, Daniel” è l’inno di battaglia.

Una manifestazione di sostegno e solidarietà quella che ha attraversato le strade di questa periferia capitolina ieri, quando gli abitanti hanno voluto testimoniare con la loro presenza la vicinanza al minorenne, che qualche giorno fa ha ucciso a calci e pugni un senza dimora pakistano, di 28 anni, Khan Muhamad Shanzad, che lo aveva insultato, arrivando a sputargli addosso.

Un affronto che ha scatenato la furia del giovane romano, il quale continua, tuttavia, a difendersi, dicendo che avrebbe colpito l’immigrato soltanto con un calcio, mentre i testimoni, che hanno assistito alla scena, raccontano di una ferocia inaudita, che ha portato il ragazzo ad investire l’uomo con calci e pugni, fino a lasciarlo al suolo in una pozza di sangue. All’arrivo delle Forze dell’Ordine non c’è stato, quindi, nulla da fare.

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Ora gli abitanti di Torpignattara chiedono, però, giustizia, ma non per la vittima, quanto piuttosto per il suo assassino, accusato di omicidio preterintenzionale. Stanchi di dover vivere in una parte di città abbandonata dalle Forze dell’Ordine e dalla Istituzioni, esasperati dal sovraffollamento dovuto ad una massiva presenza di immigrati, questi spiegano ai microfoni dei telegiornali che Daniel è un bravo ragazzo e che la colpa è tutta di un quartiere diventato, nel corso degli anni, sempre più invivibile.

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Così iniziano a spuntare striscioni lungo le strade e le piazze di questa parte di Roma, che sempre più torna alla ribalta della cronaca cittadina. “Ci manchi a tutti” recita uno striscione, un grande lenzuolo, che con le sue marcate lettere rosse, che spiccano su un fondo bianco, non fa altro che evidenziare – se mai ce ne fosse bisogno – quanto l’emergenza sociale qui sia un fenomeno concreto, tangibile, che sta mietendo vittime, davanti agli occhi disattenti e distratti di un’amministrazione comunale, che tarda ormai a dare risposte concrete.

Torpignattara è uno dei quartieri a più alta presenza di immigrati, soprattutto bengalesi e pakistani. La convivenza non è facile tra culture diverse, spesso porta a  scontri e liti, ma questa volta a terra è rimasto un giovane di 28 anni, sicuramente ubriaco, sicuramente molesto con i passanti e con lo stesso Daniela, ma quante vittime dovrà ancora mietere questa guerra di periferia perché qualcuno metta la parola fine?

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