Treccani, la cultura degli italiani , a palazzo Morando

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Il simbolo della nostra cultura: questo rappresenta il nome stesso “La Treccani”: alla più importante enciclopedia e opera di cultura italiana, in occasione del novantesimo anniversario dalla sua fondazione, è stata dedicata una mostra presso Pal.Morando, aperta fino al 13 settembre 2015. Secondo la “logica” della “Treccani” “dubitare, apprendere e verificare… sono strumenti di crescita culturale e civile”. La cultura è “dubbio e ricerca...”: un sapiente è tale in quanto sa di non sapere, solo da questa consapevolezza nascono domande come: “perchè? Che cosè? Cosa vuol dire?Etc.“Dal dubbio si innesca la ricerca umana… La Treccani ha sempre offerto gli strumenti critici per attivare questo processo , vincendo persino la stampa digitale, in quanto rappresenta non solo “un patrimonio stampato,ma un grande deposito di cultura...”, che oggi si può trovare sul sito www.treccani.it .

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La Treccani è anche “un pensiero”: dentro di essa si può “passeggiare”, è il” luogo che fa le opere”. La sua storia è cominciata nel 1925: per realizzarla ci fu chi impegnò il suo patrimonio, Giovanni Treccani, mentre un filosofo, Giovanni Gentile, ne creò” l’impianto scientifico” . Quest’anno si celebra il novantesimo anniversario di questo immenso patrimonio ormai accessibile a tutti, grazie anche al Portale Treccani. Si spera che inoltre sia destinato a crescere, dal momento che non basta nascere italiani per esserlo, come in qualsiasi popolo, ma bisogna calarsi nella propria cultura.

Nel 1° luglio 1933 si ricorda che la Treccani”e’considerata uno degli  ultimi rifugi antifascisti… Nell’Istituto si annidano, tra gli intellettuali collaboratori, parecchi noti antifascisti…”scriveva Giovanni Treccani in occasione del conferimento della Laurea ad Honoris Causa in Lettere e Filosofia, da parte dell’Università di Milano nel’39.

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“Come si sa, io non sono un uomo di scienza, non sono un letterato, sono un industriale amante della cultura…,l’industria deve essere larga di appoggio agli studiosi...” Fu lui dunque, accogliendo la proposta del filosofo Giovanni Gentile, a fondare “L’Enciclopedia degli italiani”, di cui fu il primo presidente. Lui stesso creò le case editrici Bestelti e Tuminelli e quella dei Fratelli Treves, che si unirono in un’unica società. Fu poi vice-presidente dell’Istituto insieme a G.Gentile, presieduto da Guglielmo Marconi, finchè ne divenne presidente onorario. La Fondazione  Treccani  degli Alfieri nel 1942 pubblicò la storia di Milano dalle origini ai primi del Novecento e sostenne il Centro Nazionale Studi Manzoniani. A questo ne seguirono molti altri, come l’Istituto Nazionale per gli Studi sul Rinascimento, il Teatro alla Scala,l’Associazione Lirica e Concertistica Italiana…

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Giovanni Gentile, filsofo e storico, fu invece allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa. Collaborò con Benedetto Croce per vent’anni alla redazione di “La Critica, Rivista di letteratura, storia e filosofia”, diresse il giornale critico della filosofia italiana, e per finire, fu Ministro della Pubblica Istruzione e Senatore del Regno nel 1922. Pur aderendo al fascismo, se ne tenne lontano intellettualmente e attuò una Riforma della scuola, considerandola una “funzione essenziale dello stato“.Tra le molte innovazioni valorizzò l’educazione estetica e religiosa,quella sportiva,la formazione degli autori classici. Un film, “Treccani e Gentile. Nascita di una enciclopedia ” ne narra la storia. Quando nel 1937 fu terminata, il regime divenne sempre più rigido: l’opera, che era nata con un’impostazione “antirazzista” incominciò a perdere parte dei suoi collaboratori. Nel ’38, con l”Appendice” formata da un solo volume, Gentile cercò di osteggiare  la pretesa del Partito Fascista di far aderire l’Enciclopedia all’idea di entrare in guerra.Il presidente Guglielmo Marconi fu sostituito, G.Treccani temette dunque il peggio per la sua istituzione e per l’Italia stessa. Purtroppo la storia seguente degenerò, come ben si sa, fino all’assassinio di Gentile nel 1944.

Solo dopo la guerra i collaboratori Luigi Einaudi e Antonio De Sanctis ne assunsero la presidenza, con l’intento, riuscito, di salvare l’opera culturale più grande e importante del paese.

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Interessante è il video , presentato dall’artista Mimmo Paladino, sul processo di creazione della statua che rappresenta la “Conoscenza”, smbolo della Cultura Treccani, esposta all’Expo di Milano.

Grazia Paganuzzi

 

 

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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