Uccide suo figlio ma ora accusa la moglie: “È stata lei a dirmi di picchiarlo”

Il 26enne, tuttora in carcere, all'udienza ha accusato la moglie di averlo spinto a picchiare il piccolo

Aliza Hrusic, 26 anni e di origini croate, è in cella con l’accusa di aver ucciso e seviziato il figlioletto di soli 2 anni, nel 2018.

L’uomo, però, accusa la moglie di tale reato, e nell’udienza di ieri ha apertamente accusato la moglie: “Lo picchiava anche lei”, dice “a me non andava di fargli tanto male”. E aggiunge: “Era lei spesso a dirmi di picchiarlo. Non so nemmeno perché. Lei mi diceva di picchiarlo e io lo picchiavo”.

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Poi si sofferma a raccontare quello che è avvenuto quella sera: “eravamo in casa io, mia moglie e i miei figli. Alle 9 abbiamo cenato con i miei figli, poi dopo cena mia moglie ha preso le bambine per andare a dormire e nel soggiorno sono rimasto io e mio figlio che stava dormendo. Avevo assunto hashish, il fumo mi dava delle paranoie nei confronti di mio figlio, il cervello mi diceva di picchiarlo, ma a me non mi andava di fargli tanto male. Lo picchiavo sulle braccia e sul corpo, non sul viso, ma cercavo di non fargli tanto male”, ha raccontato in aula. Quella sera il piccolo “stava dormendo sul divano e neanche io so perché l’ho svegliato”.

Il piccolo è morto per una frattura alla testa ed emorragie interne, e sul corpicino presentava morsi e bruciature di sigaretta.

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Ma il padre dice che le bruciature se l’era fatte con la piastra per cucinare quando giocava con le sorelle”. Poi conclude: “Ora che sono lucido penso sempre a lui, penso tanto dietro le sbarre. Ho perso mio figlio, ma io non gli ho fatto tanto male. È vero, maledico le canne che ho assunto perché mio figlio sarebbe ancora vivo”.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.