Cronaca
Umbria: quando il diritto all’aborto viene soppiantato dalle proprie ideologie personali

Nelle due città più grandi dell’Umbria, Perugia e Terni, gli ospedali nonn hanno mai iniziato a garantire l’accesso all’aborto farmacologico e da marzo 2021 nell’ospedale di Terni non sarà possibile neanche più praticare l’IVG chirurgica.
Troppi gli obiettori di conoscienza
La Regione Umbria, inoltre, ha deciso che non consentirà la somministrazione della pillola abortiva RU486 nei consultori e nei poliambulatori.
Così, l’associazione RU2020, ha lanciato una campagna mediatica pro aborto libero e sicuro, mentre una proposta di legge leghista, atto n.584, vuole modificare il Testo unico regionale in materia di Sanita e Servizi sociali, privatizzando i consultori e prediligendo un personale antiabortista al loro interno.
La conclusione di questa campagna è prevista per sabato 2 ottobre 2021 con una manifestazione con la quale si farà presente che le violazioni dei diritti relativi alla salute sessuale e riproduttiva sono violazioni di diritti umani, e i servizi per esercitare i propri diritti sono ritenuti essenziali, e non possono essere abrogati in nome delle proprie ideologie personali.









