Vaccino obbligatorio e informazioni contraddittorie aggravano lo scontro sociale

L'obbligo vaccinale si scontra con problemi giuridici e pratici, mentre la tensione sociale, dopo 21 mesi di emergenza sanitaria ed economica, cresce rapidamente

La campagna vaccinale punta a coprire almeno 80% della popolazione entro settembre, ma la situazione non è così chiara e la presa di posizione del premier Draghi sul vaccino obbligatorio, informazioni scientifiche contraddittorie e insofferenza crescente aggravano il rischio di scontro sociale, anziché mitigarlo.

L’obbligo vaccinale e di terza dose alimentano dubbi e proteste

L’Ansa riferisce la posizione favorevole di Draghi all’obbligo vaccinale quando Ema e Aifa si saranno pronunciate sul passaggio del vaccino da farmaco emergenziale a ordinario, dopo un’apertura in tale senso dall’Fda statunitense. Al momento ci si limiterebbe all’estensione del certificato vaccinale per esercenti di ristoranti, bar, mense e dipendenti della Pubblica amministrazione.

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Fragili, malati cronici e anziani, già candidati alla terza dose, potrebbero essere le prime categorie interessate dall’obbligo e solo quando si potrà applicare in modo esteso, come già avviene per gli operatori sanitari. Sui tempi non ci sono certezze ma non sembra che il vincolo esteso a tutti scatterà dalla sera alla mattina.

I timori dei sociologi

Francesco Alberoni distingue tra proteste no vax e disagio crescente: “Per quanto riguarda i no vax, dietro c’è una base culturale ben precisa di diffidenza rispetto alla medicina. Ma quando parliamo di green pass parliamo di una costrizione personale – non poter salire un treno, entrare in un locale – che può dare fastidio. Credo che le divisioni si acuiranno quando si discuterà di terza dose. Ci vuole molta prudenza da parte di tutti, soprattutto da parte della politica“.

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Luca Ricolfi spezza una lancia in favore degli indecisi: “Bisogna accettare che esistano opinioni diverse e non bollarle come ignoranti. Il green pass si basa su dati di fondo sulla situazione epidemiologica non chiari, e che costringono la gente – pensiamo alle madri di bambini di 12 anni – a prendere decisioni senza avere certezze, senza la tranquillità sugli effetti a medio e lungo termine del vaccino. Medici e insegnanti contrari sono forse persone ignoranti?…Non parlerei nemmeno di discriminazione (sull’adozione del green pass N.d.R.), ma un problema di limitazione alle libertà e di un prolungamento indefinito dello stato di emergenza c’è.“.

Franco Ferrarotti teme una spaccatura autentica in Italia scatenata dalle proteste: “Si sono aggravate le disparità e le ingiustizie sociali preesistenti. Una grande quantità di persone si è trovata senza mezzi di sussistenza. Il malessere si manifesta anche gridando no vax o no pass…Purtroppo con questo virus anche l’analisi scientifica ha dei limiti. La politica però ha una sua responsabilità con la confusione che ha ingenerato tra affermazioni e propaganda“.

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L’intervento di Massimo Cacciari

Il filosofo Cacciari, intervistato dalla Stampa, pone questioni altrettanto spinose su obbligo vaccinale e green pass: “E’ necessario e urgente riportare la discussione sui binari della responsabilità e del ragionamento. In democrazia è sempre necessario discutere; non vi può essere alcun momento nella vita democratica in cui si debba soltanto obbedire e combattere.

E’ o non è in contraddizione col regolamento UE 2021/953, che vietava ogni discriminazione, l’istituzione del Green Pass, nei termini in cui diventerà legge in Italia?…Risulta loro di essere stati precisamente informati su andamento dell’epidemia, vaccini, loro possibili conseguenze, eccetera?”.

Gli opposti pareri sull’obbligo vaccinale

Pareri contrastanti tra specialisti in televisione o sulla stampa e spiegazioni troppo frettolose sugli effetti collaterali non aiutano a fare chiarezza. Il virologo Fabrizio Pregliasco e l’infettivologo genovese Matteo Bassetti sono favorevoli all’obbligo vaccinale,  considerato possibile anche dal ministro Roberto Speranza ma Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, ha un parere diverso:

Da Israele arrivano dei dati che indicano come l’efficacia dei vaccini si riduca al 70% …Questo annuncio è politico. I vaccini funzionano e hanno un rapporto costo-benefici indiscutibile, ma non vorrei che, con i dati che arrivano da Israele, questa scelta dell’obbligo si riveli un boomerang peri no vax che potranno dire che i vaccini non funzionano e quindi rifiutare l’obbligo“.

L’iter per la vaccinazione obbligatoria è un percorso a ostacoli

L’idea del vaccino obbligatorio cozza però con i tempi lunghi per completare l’iter di sperimentazione. Enza Cusmai cita sul Giornale una fonte ai vertici Ema, l’agenzia europea per i medicinali, che ha precisato: “Si darà il via libera all’autorizzazione al commercio completo dei vaccini Pfizer e Moderna, come se fossero dei normali farmaci, tra un paio d’anni“.

Esoiste la possibilità di accorciare i tempi per approvare l’obbligo, usando dati parziali, ma è una scelta dei governi, mentre le aziende produttrici, a partire da Pfizer concluderanno lo studio di fase 3 tra 28 mesi circa, cioè nel 2023, quando si completerà il controllo medico a scadenza periodica (follow up) di tutti i partecipanti.

I dubbi dell’Italia

L’articolo 32 della Costituzione italiana prevede l’obbligo di una legge che introduca un trattamento sanitario obbligatorio e si studia anche l’ipotesi di coinvolgere solo alcune categorie più a contatto con il pubblico, come il personale della scuola e delle università, i dipendenti della pubblica amministrazione e chi lavora nel settore dei trasporti. I cittadini però sono sempre più confusi e i contrari all’obbligo esprimono una serie di dubbi ancora da chiarire:

  • I vaccini possono avere effetti indesiderati anche a distanza di anni, da qui l’esigenza di follow up, prolungato fino al 2023
  • La vaccinazione di massa è stata quindi una sorta di fase 4 della sperimentazione, a titolo di urgenza in piena pandemia, che ha fornito dati scientifici utili e ha anche provocato effetti collaterali pesanti a una parte minoritaria, ma non trascurabile della popolazione
  • Il green pass valido per 1 anno ha un valore burocratico, ma non sanitario, perché i vaccinati della prima ora hanno già perso quasi del tutto l’immunizzazione, quindi sono nella stessa barca dei non vaccinati, ma si cullano in una falsa sicurezza
  • L’obbligo costringerà a fare terze e quarte dosi, dato che la protezione vaccinale decresce rapidamente dopo circa sei mesi, con il rischio di aumentare gli effetti collaterali gravi
  • Vaccinare tutti gli over 12 coinvolge i ragazzini fino a 16 anni per i quali Paesi come il Regno Unito sconsigliano la vaccinazione
  • L’obbligo vaccinale esiste solo in Indonesia, Turkmenistan, Tajikistan e stati federati di Micronesia che non brillano per stato di diritto e tutele democratiche.

La palla passa alla politica

L’Ema può quindi dare solo un’approvazione generica, ma condizionata da problemi di sicurezza ed efficacia che richiedono approfondimenti. Ogni nazione può comunque agire in autonomia sull’obbligo e in Italia le tensioni nella maggioranza che sostiene il premier Draghi sono sempre più alte con rimpallo delle responsabilità e scontri parlamentari.

Il governo dichiara che la decisione dipende dalle indicazioni della comunità scientifica, mentre gli scienziati precisano che il vincolo si può introdurre solo per volontà politica. Ecco perché la diatriba sul vaccino obbligatorio e le informazioni contraddittorie aggravano lo scontro sociale, con poche possibilità di rasserenare il clima a breve.