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Venezia allagata: il Mose entrato in funzione tardi

Le paratie del Mose, l’impianto che protegge Venezia dall’acqua alta, sono entrate in funzione soltanto stamani alle tre del mattino ma la città era già allagata. Il tutto per una previsione sbagliata, il Centro maree parlava di un picco di 125 centimetri troppo pochi per sollevare le paratie e dare inizio all’operazione ma il vento unito alle piene dei fiumi ha fatto sì che la marea aumentasse.

Venezia allagata

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnano ha detto “Avevamo una previsione di marea a 120 di massima, poi in mare il vento è cresciuto molto, è montato dalla Croazia un vento non previsto e l’apporto anche delle piene del Tagliamento e del Piave ha fatto sì che la marea aumentasse paradossalmente proprio lungo la costa. Per attivare il Mose serve una previsione più ampia, ora bisognerà rivedere anche le regole della cabina di regia“.

Il Centro maree dava una previsione di 125/135 e Georg Umgiesser, a capo del gruppo di ricerche marine Ismar del Cnr di Venezia afferma riferendosi al Centro maree “sapevano tutto, sapevano che la previsione di acqua alta era in una forchetta tra 125 e 135 centimetri. Loro hanno pensato che fosse più alta, ed hanno valutato male, hanno sottovalutato le indicazioni e deciso di non chiudere. Ma il Mose andava alzato“.

Previsioni diverse

Cinzia Zincone, Provveditore per le Opere pubbliche del Triveneto ha detto “le nostre previsioni davano 114 centimetri“. In tutto ciò pareri e previsioni discordanti tra di loro che hanno scatenato polemiche nelle ultime ore. Il governatore del Veneto Luca Zaia è intervenuto sulla questione dicendo “Il Mose non è entrato in funzione? Sono stati superati i 125 cm di pioggia e il Mose non si è attivato. Le colpe non so di chi siano, ma bisogna riportare la gestione in campo alla città di Venezia, perché ha il monitoraggio” e ha aggiunto “Bisogna riportare queste competenze in capo al sindaco di Venezia e al Centro maree. È l’autorità che vede la Laguna, la conosce”.

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