Videogames, la dipendenza può diventare una malattia

Una dipendenza che può essere molto grave

Giocare con i videogames, giocare per ore ed ore al buio senza pensare a nient’altro se non a vincere e continuare fino a perdere il contatto con la realtà: in questo caso si sviluppa una dipendenza che poi può diventare una malattia vera e propria.

La dipendenza da videogiochi entra ufficialmente nell’elenco delle malattie dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms); questo riesce a dimostrare molto bene quanto è grave questo fenomeno che si sta allargando a macchia d’olio e che sembra inarrestabile. Sono tanti i giovani che preferiscono chiudersi nella propria camera per ore ed ore, fino a sviluppare seri problemi mentali, piuttosto che uscire ed affrontare la vita.

I videogames e la malattia mentale

Giocare troppo con i videogames provoca «una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti legati al gioco, sia online che offline, manifestati da: un mancato controllo sul gioco; una sempre maggiore priorità data al gioco, al punto che questo diventa più importante delle attività quotidiane e sugli interessi della vita; una continua escalation del gaming nonostante conseguenze negative personali, familiari, sociali, educazionali, occupazionali o in altre aree importanti».

I problemi mentali cominciano così, e poi diventano qualcosa di incurabile, di troppo devastante per tornare alla realtà, e si arriva alla patologia vera e propria.

Come si riconosce la dipendenza

La dipendenza da videogames si può riconoscere ed anche fermare in tempo se stiamo attenti a tutti quei sintomi che si manifestano. I primi sintomi possono essere la spia di qualcosa che non va, devono metterci in allarme per agire subito, prima che sia troppo tardi.

Tra i sintomi collegabili alla dipendenza da videogame: irrequietezza, agitazione, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno e dell’umore, pensieri ossessivi, difficoltà scolastiche (scarsa attenzione, concentrazione, difficoltà di apprendimento ecc..), compromissione dei rapporti sociali, compromissione della salute, ad esempio il sovrappeso dovute alla vita sedentaria, disturbi del sonno, dell’alimentazione o dell’umore, problematiche psichiche di carattere dissociativo, riduzione della facoltà di critica o scollamento dalla realtà, problematiche astinenziali quando il soggetto non può giocare (ricorrenti pensieri riferiti al gioco, irrequietezza, disforia ecc..), tendenza a compiere azioni “illegali” ( per es. bullismo) o a mentire per procurarsi i soldi per i videogiochi e tendenza a trascurare tutti gli altri interessi.

Questi sintomi devono metterci in allarme perché possono significare che ormai si è arrivati alla dipendenza. Bisogna, come detto, agire subito e portare la persona interessata da uno psicoterapeuta; solo così si eviteranno danni più gravi in futuro.

 

Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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