Villa Lampedusa, lo scrigno del Gattopardo in degrado

adesso attorniata da spazzatura e abbandono.

Villa Lampedusa

«Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra». Così afferma Giuseppe Tomasi di Lampedusa all’interno de Il Gattopardo, affascinante dipinto della Sicilia dal 1860 al 1910.

Villa Lampedusa, ritratto de “Il Gattopardo”

La Palermo dei giorni d’oggi convive tra splendori artistici e paesaggi degradanti in spazi quasi sempre vicini. Una di queste realtà è sicuramente Villa Lampedusa a San Lorenzo ai Colli. La storica villa palermitana fu costruita per Ferdinando IV di Borbone per sfuggire alle calure estive. La costruzione poi passò nelle mani dei Principi Alliata di Villafranca per poi arrivare a Tomasi di Lampedusa.

La villa, a quei tempi, era conosciuta con l’appellativo ‘Osservatorio ai Colli del Principe di Lampedusa’. Lo scrittore si lasciò ispirare dalla figura del nonno Giulio Fabrizio per tracciare le caratteristiche principali del Principe Salina, protagonista de Il Gattopardo, opera divenuta anche capolavoro cinematografico di Luchino Visconti.

L’attuale abbandono

Il Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico – Polizia Municipale di Palermo (NTPA), qualche anno fa, documentò denunciando il gravissimo stato di abbandono della Villa. Il nucleo si premurò a sottolineare la necessità di interventi urgenti di consolidamento e di ristrutturazione.

All’interno del rapporto vi era riportato quanto segue: “La villa… presenta gravi condizioni statico conservative. Sono state rilevate evidenti ed estese lesioni nella muratura esterna dei prospetti; i balconi, caratterizzati dalle inferriate a petto d’oca presentano le basi in condizioni precarie e a rischio di crollo. […] Il piano sottostante a quello nobile è, in atto, quasi tutto puntellato, per evitare il crollo dei solai con il pavimento d’epoca. […] Le condizioni attuali della villa costituiscono grave pericolo per la pubblica e privata incolumità, specialmente tenuto conto del grande afflusso di pubblico che prende parte ad attività di ristoro (all’interno è stato realizzato un bancone in muratura per servizi bar)”.

Gli interni della Villa sono conservati ancor peggio: “Particolarmente grave è la situazione degli interni, dove i pregiati affreschi dei saloni, del Fumagalli, sono visibilmente danneggiati; i soffitti, notevolmente lesionati e attaccati dall’umidità, richiedono urgentissimi interventi, indispensabili per non arrivare al danno irrimediabile”.

Nel corso degli anni non è stato effettuato alcun intervento né all’esterno tanto meno all’interno della Villa.

Di certo la situazione dei luoghi, come descritta dalla relazione del Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico – Polizia municipale di Palermo, appare oggi ulteriormente aggravata: con un importante rischio di crolli sui corpi recentemente restauratie destinati alla ricezione del pubblico per ristorazione e/o pernottamento, con minaccia di gravi danni all’incolumità dei fruitori.

Cumuli di spazzatura, pareti rovinate e crepe

Il vero stato d’abbandono è sul lato sinistro della Villa: cumuli di spazzatura, pareti, scrostate e crepe. Si evidenziano crolli del muro di recinzione a pochi passi dalla villa Belmurgo-Florio e dei resti di una delle due colonne settecentesche poste all’interno dei giardini della Villa.