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Voli aerei: impossibile il rimborso dei voli, si adottano i voucher di pari importo

A causa del lockdown del Coronavirus, molti sono stati i voli e le compagnie aeree sospesi. Purtroppo, non sarà possibile procedere al rimborso dei biglietti aerei. Questo, costituirebbe per le aziende un disastro finanziario. Rimborsare i clienti, infatti, porterebbe inevitabilmente al fallimento delle compagnie aeree. Per questo, la soluzione immediata è quella di proporre voucher di pari importo.

Nel settore turistico questa soluzione è già stata prevista dal Decreto Cura Italia da parte di operatori turistici che si sono ritrovati nella situazione di dover rimborsare centinaia di prenotazioni cancellate in questo periodo.

Voli cancellati: i voucher al posto del rimborso

Quella che si è venuta a creare è una situazione che difficilmente si poteva prevedere, ma adesso bisogna procedere con la giusta attenzione nel settore economico al fine di ridurre al minimo gli impatti della pandemia del Covid-19.

Secondo Brian Pearce, capo economista della Iata (International Air Transport Association), nei mesi di aprile, maggio e giugno, i biglietti da rimborsare sarebbero pari ad un importo di circa 35 miliardi di dollari. Si tratta di cifre consistenti che fanno la differenza tra il fallimento ed il rimanere in vita. Per questo, indennizzare i biglietti aerei per i voli cancellati è un’opzione irrealizzabile e si pensa solo all’emissione di voucher per il pari importo da utilizzare in un secondo momento.

Intanto, Eurocontrol, il cui scopo principale è di sviluppare e mantenere un efficiente sistema di controllo del traffico aereo a livello europeo, ha posticipato il pagamento da parte delle compagnie aeree per 1,1 miliardi di euro per quel che concerne i diritti di sorvolo a fronte delle alle autorità nazionali di gestione del traffico aereo.

La situazione, però, rimane sul filo del rasoio per molte aziende in quanto, come sottolineato da Brian Pearce, la maggior parte delle compagnie aeree riuscirebbero a resistere per un paio di mesi, dopodiché potrebbero andare in fallimento.

Voli aerei: due scenari possibili

L’ICAO, l’Agenzia delle Nazioni Unite che si occupadi aviazione civile, stando alla situazione attuale, prospetta due scenari futuri.

Il primo ipotizzabile, prevede una ripresa a partire da maggio 2020, il secondo, invece, prevede una contrazione del trasporto aereo sino a giugno 2020.

L’ente dell’Onu ha stimato che, nel primo semestre di quest’anno, ci dovrebbe essere una riduzione dei passeggeri tra 411 milioni (in caso di primo scenario) e 535 milioni (nel caso del secondo), dei posti offerti del 37-48% e dei ricavi per le aviolinee tra 90 e 118 miliardi di dollari. Per l’Europa, poi, si tratterebbe di una contrazione dei viaggiatori tra 50,52 e 89 milioni e dei ricavi tra 6,68 e 13,36 miliardi di dollari. Su base annua, l’intera annata, i mancati introiti dovrebbero essere circa 252 miliardi.

Iata ha chiarito che circa 25 milioni di posti di lavoro rischiano di sparire con il crollo della domanda di trasporto aereo. Gli impiegati nel trasporto aereo sono 2,7 milioni (considerando compagnie aeree e aeroporti) e l’indotto ammonta a 65,5 milioni. Di questi, 25 milioni (di cui 5,6 in Europa) risultano attualmente a rischio.

Trasporti aerei: la situazione in Italia

In base all’indagine condotta dall’agenzia Onu, per l’Italia, nel primo semestre del 2020 ci sarà una diminuzione pari al 50-60% dei posti offerti a livello domestico e internazionale, una riduzione dei passeggeri tra 34 e 41 milioni e mancati ricavi per le aviolinee tra 4 e 4,9 miliardi di dollari.

Nell’aprile 2020 i posti offerti segnano una diminuzione, con un -88%.

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