Accordo raggiunto, la Grecia respira

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La Grecia può respirare: l’accordo tra Atene e Unione Europea è stato raggiunto.

Sono state le diciassette ore più lunghe della storia ellenica, più dell’attesa dei persiani a Maratona, dell’assedio veneziano all’Acropoli o del golpe militare del 1967. Ormai, nessuno più si aspettava un accordo, di fronte all’intransigenza del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble contrapposta a un’Angela Merkel stranamente conciliante, e a quella dei nuovi arrivati nel sistema Euro, come Slovacchia e Paesi baltici, o nell’Unione, come la Polonia.

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Dopo diciassette lunghissime ore, i capi di Stato e di governo hanno raggiunto un’intesa sul debito greco. I primi a dare la notizia su Twitter sono stati il polacco Donald Tusk e il belga Charles Michel. Ha scritto il polacco presidente del Consiglio europeo: “L’Euro summit ha raggiunto un accordo all’unanimità. Tutto pronto per portare al Meccanismo europeo di stabilità il programma per la Grecia con riforme serie e aiuti finanziari. Ci sono condizioni molto severe, tuttavia la decisione dà alla Grecia la possibilità di rimettersi in carreggiata con il sostegno europeo”.

Il presidente della Commissione UE, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, ha detto: “L’accordo è stato laborioso e ha richiesto tempo ma siamo soddisfatti: non ci sarà nessuna Grexit”.

Angela Merkel ha detto che non chiederà a Bruxelles un voto di fiducia su un piano alternativo perché è stata raggiunta un’intesa su quello principale, che fa respirare i greci e la Grecia, con buona pace del suo ministro delle Finanze e della sua ortodossia filo-austerità.

Per il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, la Grecia, ora, dovrà legiferare su alcuni aspetti decisi stanotte, ma è ottimista e, secondo lui, entro il weekend si troveranno anche le condizioni per gli aiuti europei alla disastrata economia di Atene. L’olandese ha anche detto che si creerà un fondo, con sede in Grecia, in grado di privatizzare asset di Stato per creare profitti, abbattere il debito e ricapitalizzare le banche. Con un prestito ponte, come quello chiesto da Alexis Tsipras, di sette milioni di euro circa, insieme agli aiuti europei, le banche greche potranno riaprire e tornare ad avere liquidità. Il totale degli aiuti sarà di circa ottanta miliardi, come hanno detto la Merkel e il presidente francese Francois Hollande.

Chi canta vittoria è il premier greco Tsipras, che ha parlato di un accordo storico, il quale farà tornare la Grecia in condizioni di stabilità finanziaria. Ci saranno misure di austerità, certo, ma queste saranno compensate da un piano per la crescita voluto dall’Unione Europea. La Grecia, per Tsipras, ha mandato un messaggio di dignità.

Anche le borse europee hanno reagito positivamente. Il nostro spread è a un buon livello.

Stefano Malvicini

 

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