Alle porte di Milano: il Presepe Biblico di Baggio

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Le sosprese non finiscono mai. A Baggio, alle porte di Milano,esiste una tradizione pressochè secolare, incantevole: è il Presepe Biblico.

Come rivela la stessa denominazione, parliamo di un presepe particolare,diverso dagli altri, perchè non raffigura solo la Nascita di Gesù,, ma anche i fatti più importanti narrati nella Bibbia: dalla Creazione del mondo alla Natività, dalla Fuga in Egitto alla diffusione del Vangelo da parte degli Apostoli. In questo senso si può dire che è veramente unico. E’ ospitato nella chiesa di S.Apollinare di Baggio e si  articola in ben 43 scene che si snodano in due corridoi a forma di grotta, al cui centro naturalmente è rappresentato l’avvenimento più importante, la Natività.

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La storia infatti comincia molto tempo prima, da Adamo ed Eva, che dovevano guadagnarsi da vivere con fatica dopo essere stati cacciati dal Paradiso Terrestre per aver compiuto il peccato originale, mentre il figlio Abele, divenuto pastore, venne ucciso per gelosia dal fratello Caino. Appare Abramo, che Dio decise di porre alla guida del suo popolo, ma a cui chiese prima une terribile prova di fede: l’offerta del figlio Isacco, che salvò all’ultimo momento. Il rapporto tra Dio e il suo popolo -che si potrebbe in senso traslato considerare il rapporto tra Dio e l’umanità- prosegue con Mosè davanti alle tavole della legge, i 10 Comandamenti dati dal Signore, dopo aver liberato gli Ebrei dalla schiavitù degli Egizi.

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Al centro di tutto, luminosa è la Natività, anticipata dall’apparizione dell’Angelo a Maria, giovane dolcissima fanciulla che ha deciso di dedicare la sua vita a Dio, pur volendo bene a Giuseppe, il suo futuro sposo. Il piccolo Gesù appena nato era circondato dai  pastori , gente umile, anche se in seguito arrivarono a rendergli onore i Re Magi, con cammelli  e un ricco corteo, guidati dalla luminosa stella Cometa. Tuttavia Maria e Giuseppe dovevano fuggire per salvare Gesù, preannunciato dai profeti come un grande Re e Messia,  da re Erode che lo voleva uccidere per timore che in un futuro gli usurpasse il trono, così scapparono in Egitto.

Dolce era la vita quotidiana della Sacra Famiglia a Nazareth, dove  in seguito si  si trasferirono, nella bottega di Giuseppe, che faceva il falegname mentre Maria lavava i panni, col Bimbo Gesù vicino.

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Si susseguono poi gli episodi del Vangelo,come il Battesimo di Gesù,le allegorie del Pescatore di anime e del Buon Pastore,l’entrata in Gerusalemme osannata dalla folla, mentre attraverso una finestra si intravvede l’Ultima Cena, gli espressivi volti di Gesù e degli Apostoli, fino al processo davanti a Ponzio Pilato,la Passione, il profondo dolore di Maria che tiene tra le braccia il Figlio morto.

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Eppure  non finisce qui, l’ultima scena rappresenta la tomba vuota, con la pietra spostata: è la Resurrezione, la vita che ha vinto la morte. L’accuratezza con cui sono state rappresentate le scene, i colori, i costumi, rendono il tutto una vera opera d’arte….

Al di sopra, il cielo risplende di un blu luminoso. La Luce è vita,nascita, amore. E’ Natale…

Grazia Paganuzzi