Amsterdam: se non ti perdi godi solo a metà

Il Paese dei Balocchi continua ad affascinarci

PhotoCredit: tourradar.com

L’opinione sul “Paese dei Balocchi” si divide

C’è chi ci è stato e vorrebbe tornarci, chi non vede l’ora di mettere da parte tempo, soldi e voglia di vivere per andare a trovare la più famosa delle lady olandesi, e chi si tiene a debita distanza, nel timore di lasciare a casa le inibizioni, oltre allo spazzolino.

Ma cosa significa, davvero, andare ad Amsterdam?

I problemi del “pellegrino”

Ad attendere il turista c’è, quasi tutto l’anno, il vento. È inutile prendersi in giro, chi approda per la prima volta nel paese dei tulipani, finirà per pregare per un momento di bonaccia. Scoprirà che nulla è messo a caso ad Amsterdam, nemmeno dalla natura, quando, uscendo dal primo coffee shop che visiterà, sarà riportato ad una condizione più simile a quella che aveva entrando, proprio da quel vento ghiacciato.

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Altro scoglio che incontrerà il “pellegrino” saranno le biciclette, che, oltre ad adornare i tetti delle case e i fondali dei canali, popolano le strade. L’attenzione deve essere massima, perché Amsterdam è dei ciclisti e loro non considerano l’opzione di frenare. Imparerete a riconoscere il suono dei campanelli e spostarvi automaticamente in poche ore, diventando presto membri funzionali e funzionanti della metodica organizzazione urbana olandese.

È proprio questa la magia che fa Amsterdam con il turista: gli permette di integrarsi, gli suggerisce come essere parte dell’organismo pulsante che è questa città, lo adotta per la sua permanenza.

Cosa visitare e con che spirito?

Fra le zone di maggiore interesse c’è ovviamente Leidsplein. Ci si arriva in pochi minuti grazie all’efficiente sistema tranviario e, ad accoglierci, c’è il profumatissimo mercato dei fiori. Il turista può passeggiare accanto agli stand, beandosi della visione di piante che non ha mai visto, e, anche nel caso avesse il pollice nero, sarebbe comunque attratto dalle bizzarre e variopinte specie in esposizione.

I più romantici potranno regalare al proprio partner un mazzo di fiori faraonico in cambio di pochi euro e, chi di loro sarà proprio innamorato del suo accompagnatore, potrà coinvolgerlo in una gita in barca lungo i canali, stavolta, tuttavia, sotto lauto compenso.

Sempre a Leidsplein ci si può immergere nella zona dei musei, costruzioni moderne perlopiù, che ospitano alcune fra le collezioni più intriganti d’Europa. Ai più giovani si consiglia di visitare il celebre museo di Van Gogh, per varie ragioni, una fra tutte: i vostri genitori vi chiederanno come era, e il motivo per cui non lo avreste visitato, probabilmente, è giusto che rimanga ad Amsterdam.

Tuttavia la pietra preziosa della città è un rubino: il quartiere a luci rosse.Contrariamente a ciò che si pensa è il posto giusto per tutti. Che siate uomini d’affari, coppie sposate, signore di buon gusto (o forse fruitori dei servizi offerti), troverete qualcosa per voi. Le vetrine, un po’ sguarnite rispetto allo scorso decennio, mostrano donne di ogni nazionalità, corporatura e stile. Spesso si tratta di splendide incantatrici che hanno molto più a che fare con uno spettacolo che un losco invito, come i più benpensanti potrebbero credere.

Esplorando il quartiere a luci rosse si potranno vedere piccole piazze dai tanti colori, spicchi di magia circondati da quel vento che pian piano diventa un compagno di viaggio gradito. Nessuna mappa è in grado di segnalare questi posti, cui si accede tramite vicoli degni di una progettazione egizia, e, chi li trova, spesso, non saprà come farvi ritorno.

Perché visitare Amsterdam è un’esperienza unica?

Non si tratta di una città per i maniaci del controllo. Varcate le soglie dell’aeroporto si è vittima di un premuroso sequestro e sarà la città a portarci dove dovremmo andare: tutto sta nel seguirla, senza avere paura di perdere il senso dell’orientamento.Bisogna perdersi, perché ad Amsterdam, se non ti perdi, godi solo a metà.

E perdersi ad Amsterdam è un po’ come ritrovarsi a casa.