Arona, un antico borgo sul Lago Maggiore

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Il borgo col suo lungo lago e i giardini si affaccia sulla sponda piemontese del lago Maggiore. Di fronte, sul lato opposto, troneggia la Rocca Borromeo, circondata dai monti , dalle cime ammantate di bianco,che si riflettono nelle acque del lago un po’ plumbeo.

Ammirando i riflessi, i monti scoscesi e i candidi cigni si giunge alla piazza del Popolo che si affaccia sull’antico porto. In cima a tutto, al di sopra del paese, domina la imponente Statua del SanCarlone(36 metri di altezza), realizzata nel 1600.Fu questo, infatti ,dal 1439, il feudo dei Borromeo, una famiglia di banchieri che provenivano da S.Miniato in Toscana, che diedero i natali a San Carlo, che fu vescovo di Milano, e il suo cugino più giovane, Federico Borromeo, descritto dal Manzoni nei Promessi Sposi.Quando poi il casato dei Visconti si estinse , il ducato passò agli Sforza. Per difendere il territorio, Filippo Maria chiese l’autorizzazione a fortificare il borgo e la Rocca di Arona: divenne così il primo porto militare documentato del lago Maggiore. Dopo essere passato sotto vari domini, fu restituito ai Savoia e nel 1838 Carlo Alberto gli attribuì il titolo di città.

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Quando  si giunge a piazza del Popolo  lo sguardo si apre sui palazzi porticati e sulla chiesa di S.Maria di Loreto, di fronte all’antico porto, dove ondeggiano dolcemente alcune barche ormeggiate,mentre bimbi e turisti si divertono a dar da mangiare alle papere.

La chiesa si distingue subito per le due rampe di scale attraverso cui vi si accede, mentre il magnifico palazzo di fianco, porticato, dalle arcate decorate  con medaglioni in cotto-coi ritratti dei nobili della città-  è il Broletto o Palazzo della Giustizia, del Trecento.

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La Parrocchiale, invece,che si affaccia su via S.Carlo, è S. Maria della Natività, le cui origini risalgono al 1468. Nel 1600 fu poi restaurata e decorata per volere del  card. Federico Borromeo finchè nel 1608 la elesse a collegiata. In  stile gotico-bizantino con rosone al centro, denota ancora elementi quattrocenteschi e un interessante bassorilievo della Natività del Redentore di Beltrami.

Nell’interno sono ospitate importanti opere pittoriche come la S.Famiglia di Ferrari,  la Natività di Appiani e l’Annunciazione e lo Sposalizio della Vergine del Morazzone.

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Risalendo lungo le vie che si arrampicano su per la collina, si incontra villa Ponti, che fu costruita sui resti della Rocca Borromeo dal mercante fiammingo Bartolomeo Pertossi. La villa, del 1760, circindata da un rigoglioso giardino, subì molte modifiche. La ornano balconcini  in ferro battuto e pregevoli inferriate alle finestre. Interessante è la  differenza di stile tra le due facciate: quella da via S. Carlo  presenta uno stile decorativo ottocentesco, mentre quella verso il giardino e contraddisitinta da citazioni classiche, un grande frontone e la lunga scalinata da cui si accede al giardino. Quest’ultimo di 5.000mq.,è popolato da magnolie, azalee, faggi, cedri argentati che in questa stagione straripano di profumi e fioriture.

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A Villa Ponti vengono organizzate mostre  di opere e capolavori provenienti da collezioni private italiane grazie alla Fondazione Art Museo.

Grazia Paganuzzi

 

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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