Arte, musica e poesia a Cervo (Im)…

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Antichi palazzi rinascimentali, case arrampicate sulla collina e, al centro, la candida facciata della Parrocchiale: è un piccolo borgo, o meglio un gioiello affacciato sull’azzurro del mar Ligure, poco prima di Imperia. Lo intersecano scalette e carrugi (le vecchie viuzze liguri), su cui si aprono piccole botteghe che ospitano oggetti d’artigianato in legno, la bottega di” papà Geppetto”, opere di pittura, o anche i variegati colori di frutta e verdura.

Musica

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Qui arte, musica e poesia son di casa: “Io son l’ulivo, non mi lamento, son lento a crescere, ma son contento.Io son l’ulivo, sotto di me ho visto piangere il Re dei re…Io so’ l’ulivo, son per la pace, le foglie argentee, legno tenace…. ” Questo si legge a ridosso di una casa, nella piazzetta “belvedere”. Qui nel tardo pomeriggio tutta la gente si riversa per chiacchierare e, non ultimo, respirare il profumo del mare, che, dal muretto che la cinge, si abbraccia in un solo sguardo, azzurro e sconfinato. Sul grande palco. di fianco alla parrocchiale di S.Giovanni, la sera d’estate  si tengono gli spettacoli di opere liriche e non solo…Quando la luce diventa azzurrina e compaiono le prime stelle d’estate, si sentono risuonare lungo le viuzze le note della grande musica, sempre immortale, grazie al Festival Internazionale di Musica da Camera che qui si tiene ogni estate.

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Storia

Lungo vicoli e scalette si raggiunge il Castello, posto in cima al paese, da dove comincia la sua lunga storia. La fortezza , che fu edificata “in conci squadrati”, sorse verso la fine del XI°° sec. per volere di Bonifacio I°, marchese di Clavesana, ma dal 1600 venne utilizzata per uso sia militare che religioso.Nel 1700 tuttavia divenne sede dell’ ‘”Hospital”, esistente nel borgo dal 1330, che fu fondato dai Cavalieri di Rodi. Attualmente vi risiede l’ufficio turistico  e il Museo Etnologico. All’interno si possono ancora ammirare l’affresco di S.Caterina d’Alessandria e lo stemma dei marchesi di Clavesana.

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Arte

Al di sotto di un portico si ritrovano su un lato la storia di Cervo e una piantina, mentre  sull’altro lato  un dipinto murale  raffigurante  S.Giorgio che uccide il Drago. Il dipinto ha una sua storia: fu donato a Cervo dal pittore Adalberto Campagnoli, che era stato contemporaneo e amico di Henri Matisse, Felice Casorati, Carlo Carrà, tra cui introdusse il suo stile molto personale, dal colore particolarmente raffinato. Egli, insieme al figlio e ad un gruppo di pittori torinesi, nella seconda metà del’900 decise di venire a vivere qui, per trarre ispirazione da Cervo. Tra loro c’era anche Casorati.

Nel borgo o ogni passo desta nuove sorprese: scorci improvvisi di volte, loggiati antichi, nobili palazzi seicenteschi, sottopassaggi … Una vecchia scritta dei marinai chiede la materna protezione della Madonna, raffigurata da una statuetta posta  in una nicchia.

Così le antiche preghiere e storie si mescolano ai versi delle poesie e alle note della musica, continuando a narrare le vicende, passate e presenti, ma sempre attuali, dell’uomo.

Parodiando Victor Hugo, che cosa c’è di più grande dell’immensità del mare e dello sconfinato azzurro del cielo, che da Cervo si abbracciano con un solo sguardo…? Lo spirito dell’uomo…

Grazia Paganuzzi