Arte e storia nel Museo Poldi Pezzoli

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La collezione di opere d’arte della casa-museo Poldi Pezzoli, donata per volere del suo proprietario alla cittadinanza milanese, contiene alcune tra le più importanti opere d’arte esemplari della pittura rinascimentale, come rivela la sala del Perugino, detta così per la dolcissima Madonna che vi è ospitata, o i ritratti del gentiluomo in nero del Tintoretto, quello di Giorgione, e un’autoritratto Sofonisba Anguissola, una rara pittrice donna dell’epoca, come le sue sorelle.

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Il Settecento Veneto

Così fu arricchito lo studiolo stesso di GianGiacomo, come la sala delle Armi che venne ricostruita dopo essere stata distrutta durante i bombardamenti del 1944-45. Si prosegue nella sala del Settecento Veneto con i “Capricci ” di Guardi in cui antiche rovine sono inserite in paesaggi di natura fantasiosi. Non mancano la veduta di Canal Grande a Venezia in piazza S. Marco, guardando S.Giorgio Maggiore, di fianco ai trafori della facciata di Pal. Ducale, e la spianata con l’architettura del Pra’ della Valle a Padova di Canaletto, sormontata dalle cupole azzurre. Dolcezza e espressività si ritrovano in Tiepolo nella Vergine e i Santi, nelle Allegorie della Virtù e della Nobiltà: due angeli che si protendono verso la luce azzurra del cielo.

Le emozioni più grandi
Una luminosa estatica S.Cecilia del Sassoferrato(1600), domina una sala con opere dal 1400 al 1600, così come Artemisia di Maestro di Grisalda: Artemisia, vissuta in Anatolia nel IV°sec.a.C., aveva sposato il fratello Mausolo, ma rimasta vedova, si era dedicata a onorare la memoria del marito. La dolorosa dolcezza del volto ne conferma il profondo amore e simbolicamente rappresenta la fedeltà coniugale. Nella sala centrale , divisa dalla teca con la preziosa collezione di porcellane, spicca la magnifica dama del Pollaiolo, ritratto di donna del 1470 tra i più celebri del Rinascimento, opera della bottega fiorentina dei fratelli Antonio e Piero del Pollaiolo…Straordinari gli effetti della luce sul viso e sulle perle, introdotti da novità di origine fiamminga. Inconfondibile è la Madonna con Bambino del Botticelli, per la rara grazia e delicatezza. E’ conosciuta anche come la “Madonna del libro”: si riconosce subito la “linearità morbida” del Botticelli maturo, dallo stile raffinato. Occupa la parete centrale “IL Cavaliere in nero” di Gian Battista Moroni,celebre ritratto rinascimentale, dal particolare gioco di luci e ombre.

Grande fu l’emozione quando giunsero opere come il “Gesù “di Bellini, un Gesù che sorge dal Sepolcro ancora con i segni e il pallore della morte,uno dei suoi primi capolavori inflenzato dal Mantegna, e in ultimo, poco prima della morte di Poldi Pezzoli, quasi come una anticipazione,” Il Compianto sul Cristo Morto” di Botticelli, contraddistinto dall’espressione di dolore , che da Cristo si riflette in Maria e su tutti gli altri personaggi, fino alla Maddalena, che coi suoi capelli abbraccia i piedi di Gesù. Così si ripete di continuo il dramma di dolore e di amore, che tanto spesso passa attraverso il pianto delle donne sui figli, i mariti, i fratelli…ancora oggi.20141019_163802

 

Nella biblioteca di Gian Giacomo, anch’essa reduce dei bombardamenti del’43 che distrussero gli stucchi, è stata ospitata invece la sala dei Lombardi . Vi si trovano opere di Foppa, Boltraffio, il celebre espressivo ritratto di Giovanni Francesco  Bruno (di Foppa), lo sposalizio mistico di S.Caterina di Alessandria del Luini, dove colpisce la profonda dolcezza di Maria, per finire con il Gianpietrino e Ferrari.

Patriota e milanese….

Gian Giacomo nella sua vita fu anche un fervente patriota che mise i suoi beni a disposizione della causa di liberazione dagli Austriaci. Col ritorno di questi ultimi con la restaurazione, dopo  le 5 giornate di Milano, gli furono confiscati tutti  e dovette fuggire in Svizzera, come molte altre nobili famiglie milanesi . Solo in seguito, pagando un ingente riscatto riuscì a riottenere la propria casa.

Poco prima di morire, dichiarò espressamente di voler donare la sua dimora  alla città, perchè divenisse da allora “la casa dei milanesi”. 

Presso il  Museo si può trovare il catalogo.

Grazia Paganuzzi

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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