Arte, storia e bellezza in Bergamo Alta

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Bergamo Alta, Bergamo la bella. Quattro secoli di storia in un borgo che, visto dal basso, pare toccare il cielo. Dall’alto si abbracciano i verdi giardini digradanti verso il basso della collina, e l’immenso panorama della città bassa. le nubi del cielo corrono veloci al di sopra dei nobili palazzi della Città Alta, come la sua storia, che si può rivivere nel Museo dell’Età Veneta e nei suoi monumenti. Quando si giunge con la teleferica nella piazza Mercato delle Scarpe, il tempo pare fare un salto indietro. In realtà l’ingresso principale sarebbe Porta S.Agostino, una delle quattro che si aprono nelle imponenti mura cinquecentesche. Queste ultime furono fatte costruire per fortificare la città, buttando giù diversi palazzi e conventi, tra cui la chiesa di S.Alessandro, attorno a cui si snodava il grande mercato che ne prendeva il nome, che una volta fu distrutto da un devastante incendio.

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STORIA E MONUMENTI

Per quattro lunghi secoli , fino al XVIII°, Bergamo Alta fece parte della Repubblica Serenissima di Venezia, di cui costituiva l’ultimo avamposto al confine col territorio lombardo. Sul lato destra della piazza Mercato delle Scarpe, una via in salita conduce alla Rocca, divenuta Museo, e al suo verdissimo parco; da qui lo sguardo spazia tra i tetti e il cielo. Le armi dell’ultima guerra, distribuite nel parco sono lasciate alle nostre spalle, per ritornare ancora indietro nel tempo davanti alla bella piazza Vecchia, racchiusa tra il seicentesco palazzo della Biblioteca, il pal.della Ragione che ospita opere dell’Accademia di Carrara in restauro, la Torre Civica. Qui, all’interno del Museo dell’Età Veneta, oltre agli agli antichi resti di epoca romana, si riscoprono le mirabili volte cinquecentesche affrescate del convento che un tempo fu. Il Museo narra la vita che si conduceva a Bergamo Alta intorno al 1500:  sulle pareti , grazie alle nuove tecnologia interattiva, compaiono come per incanto i volti dei nobili signori e dame che fecero parte delle più importanti famiglie aristocratiche bergamasche, così come le arti e i mestieri  artigiani della gente più umile. Talvolta si accendevano  faide e lotte intestine per mantenere il potere tra le famiglie più in vista…Su una piattaforma digitale si intravvede il percorso che si doveva fare partendo da Venezia per arrivare a Bergamo, prima in barca poi a cavallo o in carrozza, e risuonano lo scalpitio dei cavalli, le voci…In un’altra sala è rappresentato il mercato di S.Alessandro con tutte le mercanzie, in particolare la grandissima varietà di spezie, ma all’improvviso le pareti paiono prendere fuoco: cos’ì viene ricostruito, come dal vivo, l’immenso incendio che lo devastò…

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La magnifica piazza del Duomo , a cui si accede attraverso il porticato del palazzo della Ragione,è dominata dalla stupenda  facciata della Cappella Colleoni, che il famoso condottiero da cui prende il nome, al servizio della Serenissima, si fece costruire come mausoleo: al suo interno si distinguono la sua tomba, dominata dalla statua del fiero cavaliere a cavallo, e quella della figlia Medea. Luminosi affreschi del Tiepolo (1733) si intravvedono nelle lunette e nel sacello. A fianco si trova la bella S.Maria Maggiore , antica basilica romana risalente al XII° sec., dal raffinato protiro in marmo di Giovanni da Campione. Tutto qui riporta al Rinascimento, per lo stile e la ricchezza decorativa, dalla Screstia Nuova e l’Abside , all’interno della basilica, interamente stuccato e dorato.

DONIZETTI

Bergamo Alta diede i natali ad un grande musicista, Gaetano Donizetti. Percorrendo l’omonima via dove si trova la sua antica casa, pare ancora di sentire le note di qualcuna delle sue opere più famose,  come la” Lucia di Lamermoor”… Nel palazzo della Misericordia che ne ospita il museo oggetti e memorie ne raccontano la storia drammatica. Uscendo da porta S.Alessandro ci si trova lungo la “passeggiata” sui colli , dove lo sguardo può spaziare, infine, tra i dolci verdi pendii e il cielo…

Grazia Paganuzzi