Attentati di Bruxelles, si scusa un piccolo profugo di Idomeni

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Il cordoglio per le vittime degli attentati di Bruxelles arriva anche dve lo Statoa un luogo non scontato, poiché già carico di dolore: il campo profughi greco di Idomeni, al confine con la Macedonia, dove un bambino sui 10 anni ha innalzato un cartello con scritto “Sorry for Brussels”, “Scusate per Bruxelles”.

La foto del piccolo, scattata dal fotoreporter Andrej Isakovic, di Agence  France Press (AFP), è stata concessa a Getty Images ed è diventata virale sui social, oltre che essere stata pubblicata dai giornali di mezzo mondo. Il messaggio è molto forte, anche perché non possiamo dimenticare che è soprattutto il timore di attacchi terroristici che tende a spingere l’Europa ad essere quanto meno guardinga nell’accettare nuovi profughi, che provengono nella maggioranza dei casi da Paesi musulmani come la Siria e l’Iraq dove lo Stato Islamico ha preso piede; questa diffidenza si verifica anche se molto spesso i terroristi sono già all’interno del territorio europeo, perché vi sono nati e cresciuti: come Salah Abdeslam, il giovane arrestato venerdì scorso e che non si è fatto esplodere negli attentati di Parigi avvenuti la sera di venerdì 13 novembre 2015. Purtroppo, però, bisogna anche ricordare che effettivamente, come le autorità europee hanno scoperto, molti terroristi dell’Isis si nascondono proprio tra quei migranti che sfuggono da guerre e fame, o li sfruttano come un qualunque business. Come rispondere all’emergenza, dunque? Nessuno ha ancora trovato una soluzione soddisfacente e il bambino profugo “fermo” ad Idomeni perchè non può passare il confine, continua ad interrogarci con la sua espressione grave e già adulta.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).