Attentato al Cairo, tre bombe presso la sede della Sicurezza e un tribunale

Cairo

L’ennesimo attacco terroristico degli ultimi tempi in Egitto è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì nel distretto di Shubra El-Kheima, governatorato di Qalyubiyya, a nord del Cairo. Attualmente il bilancio è di almeno 27 feriti, tra cui sei agenti.

Secondo quando fatto sapere su Facebook dal ministero dell’Interno egiziano, si è trattato di un’ autobomba parcheggiata davanti all’edificio e fatta esplodere con un telecomando a distanza. L’uomo che era alla guida è fuggito su una moto. Le autorità sono già al lavoro per individuare ed arrestare i colpevoli.

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L’attentato è stato dapprima rivendicato “nel nome di Allah misericordioso” da un gruppo black bloc, il quale ha spiegato sulla sua pagina Facebook che si è trattato di un’azione a favore di numerosi detenuti in carcere da tempo senza ancora nessuna accusa. L’Huffington Post ha fatto sapere che il gruppo fino ad ora sconosciuto aveva preso parte alle proteste che nel 2013 avevano portato alla destituzione del presidente “fratello musulmano” Mohammed Morsi.

Poche ore più tardi un’altra rivendicazione è arrivata da parte dell’Isis, che teoricamente dovrebbe stare “dall’altra parte della barricata” rispetto ai black bloc. Membri del Califfato hanno spiegato che questa è stata una “vendetta per i nostri fratelli e tutti i martiri musulmani”. E hanno minacciato coloro che hanno ucciso mujaheddin.

L’episodio avviene pochi giorni dopo l’approvazione da parte del presidente egiziano El-Sisi di un nuovo pacchetto di norme contro il terrorismo, il quale prevede anche la pena di morte per chi si macchia di questo reato.

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).