Autismo tra miti, leggende e nuove terapie

Autismo, uno spettro da decifrare

autismo

Autismo e la sua etimologia: auto – dal greco àutos, esso stesso, in persona.
Principalmente qualcuno che si isola. Ma sarebbe una definizione molto semplificata per un disturbo così ampio e profondo. L’organizzazione delle Nazioni Unite ha scelto di rappresentarlo con il blu. Forse per la sua profondità, il mistero e le mille sfumature che vanno dal buio profondo alle più brillanti.
La verità è che questo disturbo dello spettro dell’autismo, si è da sempre cercato di spiegarlo e decifrarlo.

Miti e leggende sull’autismo

Leggende, miti e fiabe fino al medioevo parlavano di bambini che di notte venivano rapiti e sostituiti dalle fate nei loro letti con delle strane creature, i folletti. Erano bellissimi, a volte molto intelligenti ma non sapevano come interagire con gli altri perché non appartenenti a questo mondo. Si cercava di proteggerli per mezzo di credenze con spille e amuleti.

Ipotetiche spiegazioni negli anni e come viene trattato oggi l’autismo

Più tardi invece, si è cercato di osservare e studiare questo grande mistero del comportamento, del linguaggio e del relazionarsi con il mondo esterno.
Negli anni sono affiorate teorie dalle più fantasiose e anche goffe come quella delle “madri frigorifero“. Si sosteneva (fino agli anni ’80) che l’atteggiamento freddo e insensibile delle madri nei primi mesi di vita, creava nei figli questi vuoti corazzati esternamente. Si sottolineava, dunque che era per via della carenza affettiva da parte delle madri, che i figli costruivano quel muro tra loro e il mondo, isolandosi per tutta la vita.

Inutile elencare le conseguenze psicologiche di tali teorie sulle famiglie. I sensi di colpa e frustrazione, considerando il rapporto sentito madre- figlio, quel codice privato che si instaura naturalmente sin dalla nascita. L’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici aiuta i genitori a capire cosa sia l’AUTISMO.

Più consapevolezza

È di fondamentale importanza la diagnosi precoce per poter riuscire a raggiungere piccole vittorie in un percorso difficile che probabilmente durerà tutta la vita.
Oggi si sono sviluppati nuovi metodi di diagnosi. Ci sono terapie efficaci, anche se continue che aiutano a migliorare le tante problematiche nella comunicazione, linguaggio e cognitività delle persone affette da autismo.

Si studiano e si applicano metodi sempre più efficaci che aiutano ad esternare le emozioni e le capacità. Insegnano a fare ordine dentro gli scompigliati scrigni della memoria e delle emozioni e coordinarle al meglio con il mondo circostante.
Terapie, investimenti, tanto lavoro da parte di famiglie e centri possono permettere di vincere piccole battaglie.
Se si guarda attentamente dentro i casi più fortunati, nelle straordinarie storie di successo si evince che in fondo non è l’autismo che guarisce, né sparisce, ma che è il percorso della vita stessa che lo fa tramutare nella nostra normalità. Mamme e papà che intraprendendo con i loro figli percorsi e terapie si aspettano che i figli cambino. Ma andando avanti si rendono conto che quelli che cambiano invece, sono loro stessi e il loro modo di pensare, accogliere e accettare questa parte naturale della propria esistenza.
E se oggi è il giorno della consapevolezza cerchiamo di capire meglio e lasciamoci incantare dai nostri più bei monumenti illuminati di blu- autismo.

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