Benevento, alluvione mette in ginocchio stabilimenti come Pasta Rummo

Benevento

Campania ancora sotto l’alluvione. Nella notte tra mercoledì 14 e  giovedì 15, a Benevento, la pioggia ha gravemente minacciato l’attività del pastificio Pasta Rummo e di altri stabilimenti come quello agricolo Agrisemi Minicozzi e Metalplex, che si occupa di arredamento per uffici. Non si è ancora arrivati al calcolo di tutti i danni. Certo le tre aziende insieme danno lavoro a 400 persone e complessivamente, nella zona, in 1.500 non hanno più lavoro.

La solidarietà dei social

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Su Facebook è stata lanciata una pagina per “salvare” il noto pastificio Pasta Rummo: una pagina intitolata proprio “#SaveRummo: un pacco di pasta fa la differenza”, che da quando è circolata la notizia dell’alluvione, ha raccolto oltre più di 7mila adesioni. Gli utenti di Facebook e Twitter sono invitati a condividere l’hashtag perché vengano acquistati più pacchi possibili di pasta di questa marca, in modo che l’azienda, non fallisca. Gli aderenti all’appello invitano a “comprare Sud”, come stanno facendo anche alcuni vip come Fiorello e Selvaggia Lucarelli, già un acquirente del prodotto. Intanto una pubblicità che vuole essere incoraggiante arriva dallo stesso pastificio: “Maestri Pastai dal 1846 : L’acqua non ci ha mai rammollito”.

Drammatico l’appello di Antonio Minicozzi, proprietario di Agrisemi Minicozzi, finita sotto otto metri d’acqua. Distrutti i capannoni dello stabilimento e così oltre 100mila quintali di semi per cereali che avrebbero dovuto essere consegnati in tutto il Sud Italia.

Le vittime nel Beneventano

A causa dell’alluvione, nei giorni scorsi si sono perse anche delle vite umane: una donna di 70 anni è stata travolta da acqua e fango dopo essere uscita dalla porta di casa che era sul punto di allagarsi a Pago Veiano; un uomo cardiopatico della stessa età, a Bonea è morto per un malore, mentre spalava fango nella sua azienda a Montesarchio e un operaio 38enne dell’Enel, Adriano Tatavitto, è morto folgorato a Circello mentre riparava un traliccio danneggiato dal maltempo. L’uomo lascia la moglie e due figli di 2 e 7 anni.

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).