Il giovane che a gennaio ha uccisi i suoi genitori Laura Perselli e Peter Neumair e li ha poi gettati nell’Adige, è stato intervistato da Adnkronos.
“Quando ho ucciso mio padre prima e mia madre poi, era come se fossi uscito dalla realtà. So bene che è difficile veder riconosciuta la totale incapacità di intendere e di volere. Che nulla, nemmeno il fortissimo pentimento che provo, mi risparmierà la pena lunga che ho appena iniziato a scontare. Ma è ora che si conosca anche la mia di verità”, spiega.
Benno spiega di aver abbandonato il fitness, quella attività che fino a sei mesi fa era per lui fonte di vita, e che tanto amava: “Non faccio più attività fisica, pur avendone la possibilità qui. Leggo molto, soprattutto romanzi di viaggi, come le avventure di Robinson Crusoe. Niente gialli. Come un pendolo oscillo alternando momenti di profonda tristezza a frammenti di vita normale, con i miei compagni di cella. C’è chi sta bene, tutto sommato, dietro le sbarre, io no. Io non sto affatto bene, sono disperato. Trovo conforto dai colloqui con lo psicologo, ma fatico ancora a capire perché io abbia fatto quello che ho fatto”.










