Elvira Bruno

Bologna, 21enne accusato di aver stuprato una giovane disabile

Si erano conosciuti sui social, prima avrebbero chattato a lungo, poi lui l’avrebbe invitata a casa sua e lì l’avrebbe violentata. Lei, 18 anni compiuti da appena un mese, ha un importante deficit cognitivo, lui, 21 anni, dovrà invece pagare per l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’aveva invitata a casa con il pretesto di “guardare un film”, e invece all’interno dell’appartamento si è consumata la violenza. Il pm Luca Venturi, come riporta Il resto del Carlino, ha messo agli atti che l’indagato: “avrebbe iniziato a palpeggiarla per poi denudarla e costringerla ad un rapporto sessuale”.

Ma il 21enne sostiene che non era al corrente del deficit della giovane, e, difeso dall’avvocato Stefania Mannino chiede di essere ascoltato per fornire la sua versione dei fatti.

I due giovani, lei maggiorenne da un mese, lui tre anni in più, si erano conosciuti su Instagram all’inizio della primavera scorsa e da quel momento avevano iniziato a chattare. Fino a quando il ventunenne ha deciso di invitarla a casa “con il pretesto di guardare un film”.

La giovane era tornata a casa visibilmente scossa, e solo grazie alla madre e alla sua insistenza, pochi giorni dopo aveva confessato ciò che le era accaduto. Per i periti, la giovane è affetta da delle criticità che la mettono in una condizione di “fragilità cognitiva”, ma che “non inficiano-scrive il pm- l’attendibilità della testimonianza”.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *