Carrieri come Gaber:”Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono”

Guardia di Finanza aggredita dagli extracomunitari nel corso di un controllo sulla vendita di merce contraffatta

Guardia di Finanza aggredita dagli extracomunitari nel corso di un controllo sulla vendita di merce contraffatta

L’altra sera ho assistito ad un evento a dir poco aberrante – racconta il giornalista-ambientalista Mimmo CarrieriEro a San Pietro in Bevagna, in piazza delle Perdonanze, dove l’illegalità miete le sue falci come se ad un tratto fosse diventata legale. Ad un certo punto, passata da poco la mezzanotte, c’è stato un intervento di una forza di polizia, credo fossero Finanzieri, intervenuti per porre fine a quello smercio di merce contraffatta di ogni genere. Orbene, mai avrei immaginato di godere di una sensazione di vergogna, non per l’operato di quei poveri lavoratori, che sicuramente non erano lì per loro volontà, ho provato vergogna nel vedere chi, pur essendo italiano si é scagliato contro chi in quel momento rappresentava lo Stato.

 

Italiani, che parola grossa, un popolo allo sbando, che si sente unito solo quando chi super pagato alza una coppa del mondo, un popolo capace di denigrare persino chi è stato paladino della lotta alle mafie, un popolo che invece di mettersi a disposizione dello Stato, punta il dito verso chi per un misero stipendio mette a disposizione la propria vita per la comunità.

 

Ebbene si, l’altra sera mi sono vergognato di essere italiano. Mi sono vergognato nel vedere quella donna inveire contro quelle persone che nulla facevano a parte il loro dovere, mi sono vergognato del marito di quella signora che invece di farla stare zitta e collaborare con la giustizia, pur vedendo uno degli operatori di polizia riverso a terra ha aiutato il senegalese a fuggire. Italiano, che parola grossa; l’italiano l’altra sera avrebbe aiutato lo Stato a rialzarsi, avrebbe dovuto potersi guardare allo specchio senza paura di potersi fregiare della sua italianità.

 

Dispiace, dispiace vedere che chi presta la propria opera pubblica possa essere trattato in questa maniera, dispiace ancor più vedere che chi prende la difesa di quella pur povera gente non si renda conto che una azione illegale va repressa. Lo dicono le leggi che quei poveri “eroi” per un tozzo di pane, in quel momento, stavano facendo rispettare.

 
NO AL RAZZISMO assolutamente, NO AL RAZZISMO, ma integrazione significa rispettare le nostri leggi e chi era lì a vendere quelle scarpe, così come chi li ha acquistate non ha rispettato le nostre leggi. Pensate come si può sentire chi cerca di farle rispettare, chi serve l’Italia e non ha potuto contare sugli italiani“.

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