Economia
Cartelle esattoriali e crediti in deterioramento: cosa sta succedendo tra pandemia e crisi?

Scaglionamento di cartelle, 1000 miliardi di cartelle immagazzinate nell’Agenzia delle Entrate ma mole non riscuotibili, aumento nelle banche dei crediti deteriorati: queste sono le tre principali notizie economiche di oggi tra una crisi politica cruciale che tutti gli stati e i mercati stanno seguendo, una pandemia che continua a tenere chiuse attività e lavoratori dove non riescono a produrre con lo smart-working.
Cartelle esattoriali immagazzinate da molto tempo, crediti derivanti da mutui, finanziamenti, prestiti vari senza possibilità di essere pagati dai clienti che ne hanno stipulato il contratto magari per comprare casa, non sono un problema di oggi. Di crisi e deterioramento economico gli esperti e anche le voci istituzionali ministeriali ne avevano sempre parlato intravedendo delle situazioni di rischio proprio a cavallo del 2019 e 2021.
Indebitamento fiscale o creditizio è una situazione che esiste da molto tempo, il Covid l’ha solo peggiorata creando una situazione di economia temporale straordinaria. In questo momento, su conseguenze penali o civili di un debito i giudici non chiudono un occhio per semplice gentilezza ma perché la pandemia lo impone ed è stato previsto anche nelle varie misure di risposta del Governo. Quali sono gli aggiornamenti più importanti di queste situazioni descritte? Vediamole subito.
Gualtieri: lunedì un provvedimento per lo scaglionamento delle cartelle esattoriali
Per abbassare la pressione sui contribuenti e aiutare tutti i soggetti che hanno subito un calo di fatturato, il ministro dell’economia Roberto Gualtieri ha promesso uno scaglionamento delle cartelle per diluire nel tempo il loro invio.
“Pensiamo ad una riduzione degli importi di alcuni atti delle Entrate per i soggetti che abbiano subito un calo del fatturato per effetto della pandemia.”
Entro il primo febbraio dovranno essere pronti (stiamo finalizzando ha detto il ministro) gli elementi di un provvedimento.
Miliardi e miliardi di cartelle nell’Agenzia delle Entrate
Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, è intervenuto a Telefisco Sole 24 Ore. Ha dichiarato che esiste un magazzino della riscossione con una “montagna di cartelle di pagamento stratificata in 20 anni dal 2000 al 2020” che ammonta a circa 1000 miliardi di euro.
Una parte rilevante di questo magazzino non è più riscuotibile.
Il direttore parla di un peso importante sul funzionamento della macchina amministrativa, Agenzia delle Entrate – Riscossione che oltre a doversi occupare dei crediti più recenti non riscossi ha anche il peso di questo enorme magazzino.
Tutte le iniziative di questi anni tra rottamazione delle cartelle, misure sui debiti residui contribuiscono a sostenere i risultati della riscossione ma non migliorano i risultati economici e operativi.
La BCE e il peso dei crediti deteriorati
L’effetto Covid ha aumentato di molto il volume dei crediti deteriorati ma che non sono del tutto ora emersi nei portafogli. L’avviso è della vigilanza bancaria della BCE nella persona di Andrea Enria, presidente del consiglio di vigilanza.
Per crediti deteriorati si intende crediti delle banche che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto.
La situazione appena descritta emerge dai risultati dello Srep 2021, analisi sul patrimonio e la gestione dei rischi (fonte Ansa).
Da Francoforte si legge in una nota che “le banche mostrano capacità di tenuta ma permangono vulnerabilità in diverse aree, in particolare in relazione al rischio di credito.”

