Chioggia: una piccola Venezia…

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Piccola dolce Chioggia, fatta di colori, riflessi ,vecchie calli e antichi palazzi veneziani talvolta un po’ decadenti, dalle inconfondibili bifore ricamate alle finestre, e i vecchi lampioni , la cui luce, di sera, ci trasporta in un’altra epoca, così come lo sciabordio delle acque nel canale, che muovono  le barche...Il profumo intenso del pesce sale dalla laguna salmastra e dai pescherecci , con le reti abbandonate a mucchi, mentre candidi gabbiani eterei  sorvolano le tue acque, si posano sui ponti, i muretti, disegnano archi nel cielo per fare a gara a rubare un po’ di pesce davanti alle antiche pescherie.

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Dall’utimo ponte in bianca pietra si abbraccia l’immensità azzurra della laguna...I nomi delle “calli”(i vicoli), tanto simili a quelli di Venezia, rievocano vecchie storie: Le Zitelle, Forno Filippini(dalla chiesa di S.Filippo Neri,che si trova poco più in là, dedicata al santo che inaugurò i primi oratori per i ragazzi  di strada nel Cinquecento, anticipando Don Bosco…), e poi calle Meneghetto, calle Cipolla…

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La fuga dei ponti sul canale della Vena accende le acque dei riflessi variopinti dei colori delle barche e delle case, mentre la sera si infiammano di luci...Chioggia bella da guardare, ma anche, e proprio per questo, città d’arte: si può cominciare da S.Domenico, antica chiesa che da un lato  si specchia nel canale, dall’altro si proietta sulla laguna. Il suo interno ospita, tra le altre notevoli opere d’arte, il Crocifisso di Tintoretto, dall’espressione profondamente sofferente, che a seconda della posizione da cui Lo si guarda, cambia sguardo. La leggenda narra che sia stato trasportato qui dal mare, tra il 1200 e il 1300..Si possono ammirare poi le tele del  S.Domenico di Raffaello, di S.Sebastiano accanto ad una Deposizione del Tintoretto e un’Apparizione di Carpaccio.

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Affacciato su corso del Popolo, la via principale, è il Duomo, la chiesa di S.Giacomo, dal soffitto affrescato col martirio e la glorificazione del santo in mezzo ad un cielo sorvolato da nubi grige. Poseguendo in direzione della laguna invece si incontra la chiesa di S.Andrea col campanile, che possiede l’orologio più antico del mondo, del 1300.Al suo interno il Museo dell’Orologio racconta la descrizione dei meccanismi e del suo creatore, appartenente alla famiglia  Dondi, antichi orologiai dell’epoca,oltre alla storia di Chioggia. Dall’alto è sconfinata la vista sulla cittadina e l’immenso azzurro della laguna…

 

 

Sul lato opposto, invece si apre l’antica Porta, vicino a cui si trova il Museo Civico Archeologico di S.Francesco Fuori le Mura, con i numerosi antichi reperti archeologici rinvenuti nella zona.

Sul lato destro sorprende per la sua imponenza la monumentale chiesa romanica di S.Maria Assunta, mentre di fronte, per contasto, si affaccia  su corso del Popolo  la piccola chiesetta dei Martiri SS.Pietro e Paolo,semplicissima, ad una sola navata, le cui figure in rilievo sono scolpite nell’arco a sesto acuto sopra il portale.

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Tuttavia è nel cuore di Chioggia, nel Museo Diocesano, che si possono ammirare alcune delle più interessanti opere d’arte, come quelle del Vicentino, tra cui l’Apparizione della Madonna con Bambino a S.Carlo Borromeo, o quelle del Bassano, il Crocifisso ligneo della Confraternita dei Battuti, e diverse altre risalenti al 1500 e al 1600. Sul soffitto invece si distinguono su dei medaglioni dipinti scene della vita di Cristo e della Madonna. Di fianco al museo si nota la bella palazzina porticata dell’antico Monte di Pietà, divenuto oggi sede dei Vigili di Chioggia.

Dal bel ponte che si affaccia sulla laguna, lo sguardo si perde nell’azzurro, disegnato dai voli dei gabbiani, al suono delle fresche risate  di bambini, e di adulti, che in tanti qui si fermano a riposare, chiaccherare,  oppure, a guardare l’orizzonte, come colpiti da un incantesimo, sospesi tra mare e cielo, …,per dare un ultimo immancabile saluto a Chioggia…

Grazia Paganuzzi