Cina, Xi Jinping come Mao: il suo pensiero politico entra nella Costituzione

A Pechino la decisione storica dell'Assemblea Nazionale del Popolo, Xi Jinping come Mao e Deng Xiaoping

Pechino – Al quinto anno della legislatura, iniziata nel Marzo del 2013, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping continua a rafforzare il suo potere. Nell’ultimo giorno del XIX Congresso del Partito Comunista Cinese, iniziato il 18 Ottobre e conclusosi il 24 Ottobre,  l’Assemblea Nazionale del Popolo, da lui presidiata, ha approvato all’unanimità il provvedimento che prevedeva l’inserimento nella Costituzione del Partito del “Pensiero di Xi Jinping sulla Nuova Era del Socialismo con caratteristiche cinesi”. Si tratta di una decisione storica, poiché d’ora in poi dissentire o contraddire l’ideologia di Xi Jinping contenuta nella Costituzione equivarrà a eresia ideologica.

Nel video del Time le suggestive immagini della votazione nella Grande Sala del Popolo a Pechino: “alzi la mano chi è a favore” dice Xi rivolgendosi all’assemblea e ognuno dei 2000 deputati esprime il suo consenso; “alzi la mano chi è contro”, nessuna mano si alza e i membri dello staff comunicano ad alta voce il risultato nelle singole sezioni: “Meiyou!”, “Nessuno!”.

“Nessuno. Approvato.”

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Dopo Mao solo Deng Xiaoping e la sua ideologia politico-economica vennero inseriti nella Costituzione ma, diversamente da Xi, Deng non ebbe l’onore di assistere alla cerimonia, poiché il procedimento venne messo in atto solo sei mesi dopo la sua morte, avvenuta nel 1997. Le parole poi, soprattutto nella cultura cinese, sono importanti e il fatto che l’ideologia di Xi Jinping sia stata definita “pensiero” assume un’importanza fondamentale, poiché il pensiero più noto della storia politica cinese è il Pensiero di Mao Zedong, che comprende la dottrina politica da lui istituita e sulla quale si fonda ancora oggi il sistema politico cinese.

L’associazione al padre della patria Mao è dunque inevitabile ed è di fatto dal tempo del grande leader e del disastroso epilogo della sua parabola di governo che il sistema politico cinese ha evitato di concentrare eccessiva autorità e potere su un singolo individuo, dunque questo riconoscimento di grande autorità a Xi Jinping preoccupa alcuni. Infatti, come ricorda John Sudworth, giornalista della BBC e membro della delegazione di giornalisti stranieri accolti all’interno della sala durante il congresso, le immagini di Mao sono esposte ancora oggi nei maggiori luoghi di interesse in Cina non solo per onorare il fondatore del partito, ma anche come memento dei pericoli che possono presentarsi nel momento in cui una singola persona si trova in condizione di potere assoluto, poiché anche un valido leader, nel momento in cui si esclude dal dibattito e si mostra intollerante alle critiche costruttive, può perdere lucidità e mettere a repentaglio le sorti del paese.

Comunque, c’è anche chi sostiene che Xi Jinping stia lavorando talmente bene da meritare tutta la fiducia e gli onori che gli si stanno conferendo. Il presidente Xi è stato infatti promotore di numerose nuove iniziative di sviluppo e commercio per la Cina e le regioni limitrofe, tra cui il mastodontico progetto di sviluppo infrastrutturale One Belt, One Road, comunemente noto anche come Nuova Via della Seta, finalizzato a implementare i collegamenti infrastrutturali tra la Cina e l’Occidente, sia per via terrestre che per via marittima (e su quest’ultimo punto anche l’Italia ha un ruolo all’interno del progetto).

Xi Jinping si conferma perciò, oggi ancora più di ieri, uno degli uomini più influenti del panorama geopolitico, leader indiscusso della seconda potenza economica mondiale.

 

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Elisa Caminiti

Classe ’96, laureata con lode in Interpretariato e Traduzione, amo viaggiare e relazionarmi con culture diverse dalla mia. Parlo italiano, inglese, cinese, francese e non ho nessuna intenzione di fermarmi qui. Credo che non smetterò mai di studiare, anzi me lo auguro.

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