Ucraina, vice-direttore dell’intelligence militare: “Situazione complicata, saremo costretti a trattare”

Truppe russe vicine a conquistare la roccaforte Chasiv Jar. Per il vice direttore del GUR, Kiev ha poche speranze di vittoria se la disputa dovesse continuare in questo modo

Nessuna possibilità di vincere senza il supporto di paesi terzi e una consegna di armi maggiore rispetto a quella messa in campo fino a questo momento. A tratteggiare il complicato scenario il generale Vadym Skibitski in una intervista al settimanale britannico The Economist. A detta del vice direttore del GRU, il servizio di intelligence militare ucraino, a Kiev non resta altro che tentare di resistere fino a quando le condizioni sul terreno impongano a entrambi i belligeranti di scendere a compromessi mediante un accordo di pace. In questo momento, afferma il generale, entrambe le parti in conflitto stanno lottando al fine di ottenere una posizione favorevole in sede negoziale. Skibitsky prevede che Mosca andrà avanti ancora allo scopo di permettere alle proprie truppe di decidere il destino delle regioni orientali di Donetsk e Lugansk, al centro della disputa russo-ucraina dal lontano 2014, e per farlo implementerà i proprio arsenali militari in modo tale da arrivare al 9 maggio, il Giorno della Vittoria per Mosca, con guadagni sul campo rilevanti. Secondo il generale, gran parte della sorte del conflitto dipenderà dalla velocità e dal successo di questo avanzamento, che si presume poi possa aprire la strada a ulteriori attacchi alle regioni di Kharkiv e Sumy.

Tensione tra Mosca e Parigi

Il contesto disegnato da Skibitski è difficile e mette in primo piano uno dei massimi problemi per l’Ucraina: la mancanza di personale militare pronto e adatto una guerra di logoramento come questa. Per questa ragione, fanno discutere le parole di Emmanuel Macron, riferite sempre all’Economist, secondo cui non è impossibile pensare a uno schieramento di truppe Nato in Ucraina nel caso in cui la Russia continui a superare le difese ucraine. Tali dichiarazioni al veleno aprono l’ennesimo dibattito, sia in seno all’organizzazione atlantica, che all’interno del Cremlino che definisce le parole del presidente francese come la rappresentazione di una “tendenza molto pericolosa” da parte di Parigi e altre cancellerie occidentali. “Mosca – afferma il portavoce del Cremlino Peskov – monitorerà da vicino le dichiarazioni della Francia” e considera le dichiarazioni del ministro degli esteri britannico David Cameron sul diritto di Kiev di usare armi inglesi per colpire i territori russi come “un’escalation diretta che potrebbe rappresentare un pericolo per la difesa europea“.

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Russia, truppe penetrano “lungo linea di contatto

Nelle ultime ore continua l’avanzamento delle truppe di Mosca nelle varie zone calde del conflitto. In particolar modo esso starebbe costringendo le truppe ucraine a ritirarsi a causa della pressione “lungo l’intera linea di contatto“. A dirlo è il ministro della difesa russo Sergej Shoigu citato da Interfax. “Le forze ucraine stanno cercando di mantenere le linee di difesa ma si ritirano sotto la pressione delle truppe russe“, ha detto Shoigu. Secondo l’intelligence militare di Kiev, entro il 9 maggio, la Russia dovrebbe arrivare a occupare Chasiv Jar, nella regione di Donetsk e quindi si aprirebbe la strada alle altre città della regione. Anche la città di Kharkiv, a detta di fonti ucraine, sarebbe stata colpita da bombe russe. Lo ha detto il sindaco della città Igor Terekhov su Telegram. Sono stati colpiti edifici residenziali, una persone è morta mentre altre potrebbero essere sotto le macerie: le squadre di soccorso sono impegnate in queste ore a trovarle e metterle in salvo.