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Como e le sue perle

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Dal lungolago, si possono amirare i riflessi delle acque , che da azzurri nelle belle giornate, diventano grigio perla all’ora del tramonto, sorvolati dai voli di candidi gabbiani. Paiono disegnare forme sempre nuove nel cielo azzurro chiaro, e rincorrersi giocando, in un giostra senza fine. I promontori risalgono dolci , punteggiati di case e ville, lungo la costa sul lato destro, guardando il lago, mentre su quello opposto vi si affacciano i verdi giardini. Là dove non c’è più lo steccato per i lavori di ristrutturazione, la riva lambisce i gradini, e si può contemplare quell’azzurro pacato, dolce.

Il Duomo
Tuttavia Como non è solo lago. Voltandogli le spalle e seguendo sempre dritto la via che conduce ai portici, si arriva in piazza Duomo.

La prima Cattedrale della cittadina è un esemplare unico in stile gotico lombardo, un tripudio di ricami e di guglie, fiancheggiati dal porticato loggiato,il Broletto, un gioiello nella città...Per chi non l’avesse mai vista è una sorpresa la bellezza della sua facciata grigio perla, che domina la piazza coronata dai portici, popolata di locali e ristorantini. Merita una sosta: si chiama S.Maria Assunta, ma ha origine da una cattedrale , S.Maria Maggiore, costruita nell’XI°sec. Alla fine del XIV° sec. però il capitolo dei canonici decise di restaurare l’antica cattedrale e successivamente di ricostruirla completamente. I lavori iniziarono nel 1396, dieci anni dopo l’inizio del duomo di Milano. Furono almeno quattro gli architetti che si susseguirono per un secolo. La facciata fu allineata a quella del Broletto, il portico loggiato. Una volta al suo posto si trovava il campanile di S.Maria Maggiore, in seguito eliminato. La costruzione comunque terminò nel 1770, con l’erezione della cupola di Filippo Juvarra.In seguito il Duomo subì diversi restauri, tra cui le statue di Plinio il Vecchio e di Plinio il Giovane , poste ai lati del portale. La magnifica facciata è divisa in 4 lesene tutte decorate di sculture, anch’esse in stile gotico. Ai lati del rosone, le statue del l’Arcangelo Gabriele e della Vergine sembrano voler proteggere la città, mentre al portale e alle porte d’ingresso sono raffigurate scene della vita di Maria.

Nell’interno, a croce latina, si distinguono diverse importanti opere pittoriche, come l'”Adorazione dei Pastori” di Luini, e lo “Sposalizio della Vergine ” di Ferrari. Nel transetto, degli stessi artisti si ritrovano l'”Epifania” e” La Fuga in Egitto”. L’altare è dedicato a S.Abbondio, patrono della città. Particolarmente pregiato è anche l’organo a canne di Balbiani Vegezzi-Basi del 1519 e le decorazioni dei Maestri Campionesi.

Villa Olmo

Sul lato opposto dello specchio d’acqua, si affaccia col suo lussureggiante parco Villa Olmo, centro di cultura e di mostre d’arte. Suo artefice fu l’architetto Simone Cantoni (1739-1819), che si fece” interprete della classe aristocratica colta e progressista “, aderente alle idee illuministiche. Committente era il marchese Innocenzo Odescalchi, proveniente da Roma, con una cultura cosmopolita, e quindi con l’intenzione di avviare un rinnovamento culturale di Como. A lui appartiene anche l’edificio che ospita il Liceo Classico Alessandro Volta.

Per raraggiungerla si risale una passeggiata fiancheggiata dall’azzurro del lago, da un lato e dai giardini delle ville d’epoca dall’altro, dove in primavera, esplodono le fioriture rosa, bianche, fucsia di magnolie e ciliegi …

Villa Olmo appare imponente e sontuosa, di fronte alla magnifica fontana secondo il gusto dell’epoca, circondata da aiuole e vialetti che arrivano fino alla darsena, in riva al lago, dove è incantevole ascoltare nel silenzio il mormorio delle onde lievi e il canto degli uccelli, osservando il candore dei cigni e le papere…Il nome della villa deriva da un magnifico olmo che arrivò all’età di oltre cent’anni.

Tra gli ospiti più famosi, Buonaparte, quando era ancora un generale, nel 1797, e Ugo Foscolo, per non parlare degli imperatori d’Austria e nel 1859, di Giuseppe Garibaldi, che sposò in gioventù la figlia del marchese Raimondi, Giuseppina, da cui presto si separò…

All’interno si possono ancora ammirare i soffitti stuccati e affrescati, e i grandi saloni che ospitano mostre, spettacoli e congressi.

Grazia Paganuzzi

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