Continuano i negoziati con i talebani in Afghanistan

Un futuro di pace

Un nuovo round dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Russia sull’Afghanistan si tiene oggi ad Ankara. Lo fa sapere l’ambasciata di Mosca in Turchia, che ha ospitato e patrocinato l’incontro.

I negoziati vanno avanti da tempo ma non si è ancora arrivati ad un risultato soddisfacenti per tutti, soprattutto per il popolo afghano che ancora soffre dopo lunghi anni di guerra e di una dittatura sanguinaria e senza scrupoli come è stata quella dei talebani. Mettere allo stesso tavolo le due anime dell’Afghanistan, quella islamista e radicale e quella moderata è stato un duello ed ora si cerca di intavolare dei negoziati seri.

I negoziati

Si sono aperti i negoziati quasi subito dopo la fine della guerra, per cercare di mettere d’accordo tutte le varie tribù, clan e sanzioni in cui l’Afghanistan è diviso. Si trattava di instaurare un dialogo serio e costruttivo per capire come doveva presentarsi il nuovo Afghanistan al momento delle elezioni, le prime elezioni libere dopo lunghi anni di guerra; in quell’occasione si sperava di instaurare un nuovo rapporto anche i talebani che sembrava si fossero pentiti.

In realtà i talebani non avevano nessuna intenzione di pentirsi ma volevano solamente riprendere il potere in tutto l’Afghanistan, riportando il terrore. Pian piano i talebani furono quindi espulsi fino a quando non si fece un nuovo round di negoziati più moderati.

L’Afghanistan dei talebani e la rinascita

Terrore e minacce, distruzione e uccisioni di piazza; questo era l’Afghanistan dei talebani. Nessuno era libero, i bambini studiavano alle scuole coraniche, le donne erano costrette a mettere il burka e a non andare mai in giro da sole, gli uomini dovevano avere la barba.

Con la caduta del regime le cose un pochino cominciarono a migliorare, finalmente gli afghani erano più liberi e scoprono per la prima volta il mondo fuori dal loro territorio. La musica e l’arte ritornarono al posto di esecuzioni di massa e distruzione. I talebani comunque in alcune zone del Paese continuavano a fare paura e il nuovo governo era troppo debole per fronteggiarli.

La prossima settimana, Khalilzad è atteso anche un nuovo colloquio con i talebani proprio per inaugurare un futuro migliore per gli afghani e l’Afghanistan, un futuro di pace e serenità per tutti. Perché il Paese non può aspettare e neanche l’Occidente può permettersi di fare finta di niente. I bambini e le donne in modo particolare hanno bisogno di ricominciare a vivere.

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Valeria Fraquelli
Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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