Cronaca
Coronavirus: consegnato il primo vaccino sperimentale per i test sull’uomo

I ricercatori di Seattle hanno iniziato il reclutamento di volontari in salute. Si lavora per una sperimentazione clinica atta alla creazione di un vaccino sperimentale per combattere il coronavirus. Secondo quanto affermato dal Wall Street Journal, il vaccino, sviluppato dalla compagnia biotecnologica Moderna Inc, è stato inviato all’istituto nazionale di allergia e malattie infettive (NIAID) nel Maryland. Il vaccino sperimentale dovrebbe iniziare lo studio a partire dal 19 marzo 2020 e dovrebbe essere pronto per l’1 giugno dell’anno prossimo.
Il processo
I volontari che si sottoporranno alla sperimentazione del vaccino riceveranno un’iniezione intramuscolare (IM) (0,5 millilitri ) di mRNA-1273 nei giorni 1 e 29 nel muscolo deltoide e saranno seguiti per 12 mesi dopo la seconda vaccinazione (giorno 394). Le visite di follow-up avranno luogo 1, 2 e 4 settimane dopo ogni vaccinazione (giorni 8, 15, 29, 36, 43 e 57), nonché 3, 6 e 12 mesi dopo la seconda vaccinazione (giorni 119, 209 e 394).
Il vaccino dovrebbe essere innocuo
Secondo quanto riportato da un rapporto di Kaiser Permanente, il vaccino contro il coronavirus non causerà infezione e dovrebbe essere innocuo all’organismo umano. A differenza di altri farmaci contenenti virus deboli come quello per il morbillo, non conterrà il virus che scatena COVID-19. Tuttavia, esso conterrà un minuscolo segmento di materiale genetico chiamato messenger RNA, o mRNA creato in laboratorio. Moderna Inc non ha avuto il bisogno di isolare e modificare campioni vivi di Sars-CoV-2 come si sarebbe soliti fare con un vaccino più convenzionale.
I 45 volontari divisi in tre gruppi riceveranno due iniezioni del vaccino nella parte superiore del braccio, con un intervallo di 28 giorni tra le dosi. La dose sarà diversa a secondo del gruppo, poi saranno sottoposti a 11 visite nel corso di un anno, e riceveranno un rimborso di 100 dollari ad ogni appuntamento ( un totale di 1.100 dollari ).
Attraverso la sperimentazione si dovranno determinare se il vaccino innesca una risposta immunitaria e se la dose provoca effetti collaterali avversi, lo studio è stato descritto sul ClinicalTrials.gov .
C’è un problema di fondi
Tuttavia, bisogna segnalare un problema di fondi riguardo lo studio e la lavorazione di questo vaccino sperimentale. La mancanza di risorse economiche vale, del resto, per tutte e grandi industrie farmaceutiche che, spesso, hanno evitato di investire in vaccini per epidemie senza finanziamenti pubblici, in quanto le possibilità di incasso sono limitate: diverse sicietà hanno perso molti soldi, come nel caso dell’Ebola e della Sars, in quanto i focolai erano già tutti estinti prima che il vaccino fosse pronto.
Moderna Inc potrebbe, ad ogni modo, essere la prima azienda a sperimentare il vaccino. In caso contrario, c’è una lista di altre realtà impegnate nella corsa, che potrebbero stupire: Johnson & Johnson, Sanofi o poli universitari come quello del Queensland. Come se ciò non bastasse altri progetti portati avanti anche da pregevoli realtà nostrane, come l’IRBM di Pomezia. E il sequenziamento genetico, assieme alle nuove tecnologie di biologia strutturale stanno modificando il loro modus operandi, consentendo a più scienziati di creare le proprie versioni sintetiche del virus.
La ricerca continua
Intanto, anche in altri paesi del mondo sono in corso studi per la ricerca di una cura al coronavirus. In Italia, ad esempio, presso l’istituto Spallanzani di Roma sono in corso di studio, al momento, almeno tre farmaci anti-virali per debellare l’infezione da Covid-19. Due di questi sono normalmente utilizzati per combattere l’HIV, mentre un altro per l’Ebola. In Cina, invece, le ricerche vertono sul plasma sanguigno di soggetti guariti che, tramite eventuali anticorpi all’interno di esso, potrebbe divenire una cura efficace contro il virus.
Le dichiarazioni di Stephan Bancel di Moderna Inc
Stephan Bancel, CEO di Moderna Inc, ha assicurato che il vaccino da loro in sperimentazione dovrebbe essere conveniente. Nel corso di un’intervista a Business Insider, Bancel ha dichiarato: “Siamo consapevoli che si tratta di un problema di salute pubblica, quindi avremo la premura di fissare un prezzo adeguato se questo prodotto sarà approvato“.
Falso allarme a Grugliasco
Una lettera inviata lo scorso 6 marzo al centro commerciale Le Gru di Grugliasco ha generato un panico infondato sui social. Nel messaggio si indica come un dipendente attivo presso una ditta esterna era risultato positivo al coronavirus. La missiva informa, inoltre, come la direzione è già corsa ai ripari sostituendo il personale della ditta (il soggetto in questione non era più in attività dallo scorso 3 marzo) cambiando gli aspiratori e sanificando gli ambienti.
La falsità dei social
Al momento, il centro commerciale in questione risulta essere regolarmente aperto e non è stata resa nota alcuna prescrizione che limiti la presenza di clienti nella struttura. Secondo quanto è stato assodato, il dipendente trovato positivo al test del Covid-19 lavorava presso una ditta esterna e non ha avuto contatti con l’interno del centro commerciale Le Gru. Tuttavia, come spesso accade, sui social la realtà è stata modificata, rendendo noto che all’interno dello shopville fosse stato identificato un caso di coronavirus: assolutamente falso!
Primo caso a Malta
Malta conferma il primo caso di Coronavirus: si tratta di una ragazzina di 12 anni di origine italiana, la quale si troverebbe già in quarantena auto-imposta. Ad annunciarlo è stato Chris Fearne, ministro della salute maltese e citato da Times of Malta. La ragazza e la madre vivono a Malta. Erano rientrate da pochi giorni dal Trentino passando per Roma. La 12enne ha iniziato a sentirsi male lo scorso 5 marzo e, prima di chiamare il medico, lei e la madre avevano già optato per la quarantena. Fearne ha dichiarato: “I loro contatti con altre persone sono stati minimi“.
Positivo anche Nicola Zingaretti
Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato tramite social di aver contratto il coronavirus. Il segretario del Partito Democratico ha dichiarato su Facebook: “I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!“. Ha approfondito la situazione, spiegando: “È arrivato, anche io ho il Coronavirus. Ovviamente sarò seguito secondo tutti i protocolli seguiti in questi casi. Sto bene ed è stato scelto l’isolamento domiciliare: continuerò da casa a seguire quello che potrò seguire. La mia famiglia sta seguendo i protocolli,
Zingaretti ha proseguito: “La All sta contattando le persone che in questi giorni sono state più vicine al lavoro, per le verifiche del caso. Ho informato il vicepresidente Leodori della giunta regionale così come il vicesegretario del Pd Orlando, che seguirà tutte le attività politiche. Io ho sempre detto: niente panico, combattiamo. Quanto mai in questo momento darò il buon esempio, seguendo alla lettera le disposizioni dei medici, della scienza, tentando di dare una mano lavorando da casa per quanto possibile. E combatto, come è giusto fare in questo momento per ciascuno di noi e per tutto il Paese“.
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In Italia è entrato a fine Gennaio
Il professor Massimo Galli, attivo come primario del reparto Malattie infettive III dell’Ospedale Sacco e docente ordinario di malattie infettive all’università degli studi di Milano, ha parlato di come in Italia si è giunti all’attuale status quo. Ricordiamo che il nostro è il terzo paese al mondo in cui il contagio da Covid-19 è più diffuso: “Sulla base dei dati epidemiologici possiamo dire che il virus ha cominciato a circolare in Italia alla fine di gennaio e si è ampiamente diffuso, restando sotto traccia, soprattutto nella cosiddetta zona rossa. Il paziente zero, chiunque egli sia, non aveva alcun motivo di credersi infetto. Il virus ha serpeggiato finché tutte le infezioni della prima ondata destinate ad aggravarsi sono arrivate all’attenzione del Servizio sanitario nazionale“.
Troppo tardi per fermarlo
Massimo Galli ha continuato: “Ci siamo accorti del fuoco quando l’incendio aveva già bruciato gran parte del primo piano, ma si è trattato di una situazione casuale che sarebbe potuta avvenire in altre parti del mondo. Nelle settimane precedenti al manifestarsi del focolaio diversi pazienti in condizioni gravi sono stati ascritti a complicanze delle patologie di stagione, ma probabilmente la causa era Sars-Cov-2“.
Anche la nostra giustizia ne risente
Il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha annunciato diverse misure in materia giudiziaria, ovvero, la sospensione e il rinvio di qualsiasi tipo di udienza (penale, civile e amministrativa) considerata di importanza secondaria fino alla fine di maggio. Di conseguenza, ci sarà anche un blocco ai termini di prescrizione e decadenza dei diritti. Unica eccezione riguarda i processi la cui ritardata trattazione potrebbe generare un grave pregiudizio per le parti e la prosecuzione del processo stesso. Ergo, udienze come quelle di cause relative ai minori, di convalida di arresti e fermi continueranno regolarmente, per la tutela e l’incolumità dei diretti interessati (sia pubblici che privati).
Cosa non fare nella zona gialla
Il professor Walter Ricciardi, consigliere del ministro Speranza, ha parlato della situazione riguardo la zona gialla: “La libertà di movimento all’interno della zona gialla è una libertà di movimento per certi versi inibita per le cose che sono francamente da sconsigliare, come ad esempio le discoteche. Le altre attività come un esercizio commerciale che distribuisce beni di consumo importanti può stare aperto, però bisogna che i gestori si assumano la responsabilità di fare entrare le persone con una certa numerosità, garantendo una certa distanza tra l’uno e l’altro”. Ricciardi ha continuato dicendo che non è possibile sapere la durata di un eventuale provvedimento di tal genere.









