Coronavirus: metalmeccanici lombardi potrebbero scioperare mercoledì

Lo sciopero è stato annunciato dal Segretario Generale della Fim-Cisl.

A quanto pare i metalmeccanici lombardi potrebbero indire uno sciopero nella giornata del 25 marzo per la situazione causata dalla pandemia di coronavirus. Un annuncio che è stato fatto da Marco Bentivogli, il Segretario Generale della Fim-Cisl. Stando alle sue parole questa decisione “è stata presa perché si consideri la Lombardia una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte“.

Nonostante queste parole, poco dopo Bentivogli ha fatto un passo indietro, sottolineando che stanno ancora discutendo sull’organizzazione di questo sciopero. Quindi non è ancora chiaro se effettivamente avrà luogo il 25 marzo e, soprattutto, come sarà strutturato. Al momento l’unica cosa nota è che dovrebbe durare 8 ore.

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Sulla questione è intervenuto anche Vincenzo Boccia, il Presidente di Confindustria, sottolineando il suo disappunto. “lo sciopero generale? Onestamente non riesco a capire su cosa” sono state le sue parole. Ha poi ribadito che le chiusure di aziende sono addirittura più dure di quelle che il governo aveva indicato ai sindacati sabato scorso.

io non ho capito più di questo cosa si dovrebbe fare. Quindi l’appello che faccio è cerchiamo di essere compatti” ha poi aggiunto.

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L’impatto delle nuove misure contro il coronavirus sull’economia

Boccia ha anche avuto modo di parlare degli effetti del nuovo decreto del 22 marzo 2020 sull’economia italiana. “con questo decreto si pone una questione che dall’emergenza economica ci fa entrare nell’economia di guerra” sono state le sue parole. Ha poi rivelato alcuni dati, spiegando che “il 70% del tessuto produttivo italiano chiuderà. Se il Pil è di 1800 miliardi all’anno vuol dire che produciamo 150 miliardi al mese, se chiudiamo il 70% delle attività vuol dire che perdiamo 100 miliardi ogni 30 giorni“.

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Nonostante ciò, alcune aziende sembrano aver già dato vita a degli scioperi per protestare contro le nuove misure adottate dal governo. Una lista che comprende diversi nomi del settore aerospazio, uno tra tutti Leonardo. Ma, almeno stando a quanto riportato dalla Fiom, anche i lavoratori di Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR si sono fermati.

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