Costume, arte e storia a Palazzo Morando

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Nello storico palazzo milanese si respira ancora una atmosfera d ‘altri tempi, ravvivata e rinnovata dal lavoro dei ragazzi della scuola Brera, la collezione di costumi d’epoca esposta negli antichi saloni.

Entriamo così in pieno 1700:  ci accoglie un abito, ricostruzione di quello di Maria Antonietta Tovini, in Alcantara, della prima metà del Settecento. L‘ampia gonna celeste, accompagnata dal giacchino panna, entrambi con disegni di  fiori ispirati ai  motivi della broderie francese, tipica del copricapo maschile da casa. Le parti dell’abito, secondo i termini francesi, sono un “casaquin”, e lo “stomacher”, oltre alla gonna.Siamo nelle sale del ‘600/’700: alle pareti i quadri rievocano ritratti dell’epoca… proseguendo si  entra nell’Ottocento, come rivela il dipinto dedicato a Maria Castelbarco Albani Litta (“l’inclita Nice”), pittrice abbigliata in stile impero,bruna dall’incarnato dolce e i lineamenti delicati. Nella sala IIIa si entra in piena età Napoleonica con un modellino progetto del Politecnico di Milano nel 1801. Su una pareta al centro domina la celebrazione della pace di Lunville, sempre dello stesso anno, con la posa della prima pietra di Foro Bonaparte: su una parete la statua della Pace Vittoriosa porge l’ulivo, mentre a lato, su una rotonda, la vittoria incorona Napoleone.

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A sinistra si trova il dipinto che rappresenta la demolizione delle fortificazioni del Castello Sforzesco, per dare avvio alla zona di Foro Bonaparte. Ecco comparire poi il Duomo di Milano, ancora in fase di costruzione nel 1735, l’imponente Altare Maggiore, la dama inginocchiata davanti alla tomba del cardinal Ferrari, il Candelabro Trivulzio davanti alla Cappella della Madonna dell’Albero…Interessanti nell’ultima saletta in fondo sono i quadri sui lavoratori nei forni…

La gente elegante si riunisce all’albergo del Rebecchino (1840), ma imperdibili sono la vecchia Milano, il Dazio di porta Romana, il carro che entra dalla antica porta, e i riflessi in cui si specchiano i nobili palazzi del Naviglio della Martesana a Crescenzago. La fanciulla di Vincenzo Vela in umile preghiera, “La preghiera del mattino”, in marmo bianco, domina un’intera stanza.

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I costumi si evolvono,mentre accanto all”L’abito da villeggiatura” panna e l’ampio cappello con fiori,  viene narrata dai quadri la storia dell’Unità d’Italia:” la visita di Garibaldi e Manzoni”,”l’ingresso di Garibaldi in Milano”, “l’assalto a porta Tesa”…

Magnifica è la collezione delle porcellane nella galleria cinese, dallo sfondo blu trapuntato di stelle…, ma anche la quadreria settecentesca, al di sopra di un bellissimo camino in marmo rosa e due divani dell’epoca. La sala dell’Olimpo, arredata con un letto in tipico stile Settecento, rievoca le nozze tra Giovanni Villa e Maria Pusterla nel 1762: egli fece richiesta all’amministrazione austriaca di entrare nell corpo della nobiltà milanese ed ebbe inoltre il merito di abbellire il palazzo nello stile dell’epoca, il “barocchetto lombardo”.

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Bisogna poi sollevare il capo per ammirare al di sopra di tutto l’affresco con Ercole di Giovan Battista Ronchelli, figure che animano un cielo profondo e sconfinato…

Fino al 25 settembre si possono vedere  la mostra tessile “Dialoghi di Filo” e  la collezione di abiti degli allievi della Scuola di Brera.

Grazia Paganuzzi

 

 

Sono una giornalista pubblicista dal 1991 laureata in Pedagogia, specializzata in turismo culturale: antichi centri storici e borghi d'arte, residenze d'epoca, castelli, mostre d'arte, storia e musica... Ho viaggiato in Italia, Area Mediterranea, Europa e Centr'America. Ho un mio sito: "voyagedart.com".
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