Covid giovani e internet, i consigli degli esperti in questo periodo di lockdown

La rete è insidiosa, ecco cosa consigliano gli esperti per tutelare i giovani

Per molte regioni di Italia, la nuova ondata da Coronavirus ha portato ad uno scenario simile a quello già verificatosi durante il lockdown, con gli adolescenti chiusi in casa e costretti a rinunciare a tutte le loro attività come lo sport, le uscite con gli amici, i corsi pomeridiani, ma anche le semplici lezioni scolastiche in presenza che per molti rappresentano un punto focale della didattica.

Di conseguenza, il “rifugio” è divenuto lo smartphone, il tablet, il pc, la smart Tv con i servizi streaming (come Netflix o Prime Video). Insomma, i giovani sono sempre più portati a rifugiarsi nella tecnologia per intrattenersi e passare le giornate tra le quattro mura domestiche. Tuttavia, queste attività non sono prive di rischi, anzi.

- Advertisement -

L’aumento delle attività online ha spalancato le porte per i cosiddetti “cybercriminali” che trovano terreno fertile per porre in atto truffe ed adescamenti ai danni dei soggetti più deboli. I messaggi truffa (su piattaforme come Whatsapp, o sui social network come Facebook), che rubano i dati sensibili degli utenti, costituiscono solo una parte dei rischi della rete. Ci si potrebbe anche imbattere in losche figure che si fingono affidabili ma che con destrezza tentano di adescare i giovani, ma anche contenuti a luci rosse o particolarmente cruenti che non sono adatti ad un pubblico di minori; insulti, attacchi, cyberbullismo provenienti anche da coetanei. Proprio per questo, gli esperti di sicurezza informatica e gli psicologi dettano delle linee guida per evitare di incorrere in queste trappole.

L’importanza della guida dei genitori sui ragazzi

L’esperienza online con i genitori che si trovano in smart working può costituire una problematica in quanto è difficile condividere gli spazi, la connessione può non reggere ai molti dispositivi connessi; ma al contempo può costituire un’opportunità per le figure adulte di seguire i propri figli ed indirizzarli verso un uso consapevole dei dispositivi elettronici. Inoltre, è sempre consigliato chiedere, al termine di una giornata di “connessione intensiva” come è andata: in questo modo è possibile che i ragazzi riescano a parlare di qualcosa successo online, anche se a primo impatto potrebbe essere sottovalutato.

- Advertisement -

I ragazzi, spesso, non si rendono conto delle azioni che fanno e che subiscono sul mondo virtuale. Il compito dei genitori è quello di educarli, e di aprir loro gli occhi sulla responsabilità che hanno nell’approccio online. Infatti, anche gli insulti che potrebbero parere innocui agli occhi dei ragazzi, potrebbero avere gravi conseguenze per chi li subisce e risvolti legali per chi li compie. Uno dei metodi più efficaci per responsabilizzare un giovane internauta, è quello di chiedergli se ciò che ha scritto lo direbbe mai nella vita reale: se la risposta è no, probabilmente, non dovrebbe scriverlo.

Per i piccoli è importante impostare dei filtri

Per i più piccoli, le misure da mettere in atto per prevenire problematiche online devono essere più restrittive. In primo luogo, potrebbe essere necessario imporre un limite orario per restare connessi, ovviamente si parla del tempo “extra” che non rientra tra le necessità di didattica. Ovviamente è necessaria una vigilanza costante, non solo del rispetto del lasso di tempo concesso, ma anche dei contenuti. Inoltre, è bene imporre un vincolo ai download delle app sullo smarphone, in modo che sia necessario sempre richiedere l’autorizzazione ai genitori. Un’altra misura utile è quella di imporre un parental control sui contenuti della rete, in modo da bloccare contenuti potenzialmente dannosi. Per far ciò, sono utili gli antivirus: diversi software, infatti, consentono di selezionare appositi filtri, da applicare a blog, social network ecc a seconda che si tratti di contenuti solo per adulti o “safe”, quindi accessibili ai piccoli senza problemi.