Crisi greca: dall’Australia manager vede il pensionato che piangeva davanti alla banca, scopre di conoscerlo e decide di aiutarlo

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Hanno commosso il mondo le immagini del pensionato greco che, lasciatosi cadere per terra davanti a una banca, si disperava per la sua tragica situazione economica e per quella del suo Paese. E’ diventato un po’ il simbolo della crisi greca. Nonostante avesse girato quattro banche l’uomo, che abita a Salonicco, non era riuscito a ritirare la pensione della moglie, che ammonta a 170 euro alla settimana, la cifra massima per gli anziani sprovvisti di bancomat. Questa avrebbe dovuto arrivare dalla Germania – proprio la grande sostenitrice dell’austerità – dove i coniugi hanno vissuto e lavorato per tanti anni come molti connazionali del nord.

Tuttavia per il pensionato si profila una speranza, quasi un miracolo. Dall’altra parte del mondo, a Sydney, in Australia, lo vede un manager di origine greca, James Koufos, 41 anni, nato proprio a Salonicco, fondatore di una società di soluzioni di finanziamento chiamata Gap Finance. Egli, osservando le fotografie su giornali online e sui social network, pensa di riconoscere in quell’anziano disperato Giorgios Chatzifotiadis, oggi 77enne, compagno di scuola e amico del suo defunto padre. Dato che non ne è certo, telefona alla madre, che vive ancora nella città greca: l’anziano è proprio lui. Così l’uomo d’affari decide di aiutarlo. Al quotidiano Daily Mail Australia che l’ha intervistato, ha comunicato che sabato intende recarsi in Grecia per incontrarlo.

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Per rintracciare Giorgios Chatzifotiadis, Koufos ha chiesto aiuto tramite Facebook ad amici e giornalisti, spiegando di volere pagare all’anziano la pensione per dodici mesi e dargli anche una somma superiore a quanto gli serve e di dargli persino una parte della sua eredità paterna. Inoltre la sua azienda aiuterà pure altri greci che soffrono a causa della crisi. Oggi in Grecia tanti chiedono l’elemosina per comprare il pane – almeno questo avviene a Salonicco – altri non resistono e si suicidano.

 

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).