Donna accoltellata a Catania: alla base una lite condominiale

Non ce l'ha fatta la donna accoltellata dalla vicina di casa. Il legale della famiglia: "I miei assistiti sono sconvolti", mentre il legale dell'assassina punta il dito contro le forze dell'ordine: "Non siete mai intervenuti per evitare che ciò accadesse"

Non ce l’ha fatta la donna accoltellata a Catania nel corso di una lite condominiale l’altro ieri sera. È purtroppo deceduta nel pomeriggio di ieri, a causa delle gravi ferite riportate.

In un primo momento, erano emerse alcune confusionarie informazioni sulle dinamiche dell’accaduto, poi chiarite dal fratello della vittima alla Polizia.

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Si tratta di tensioni nei rapporti condominiali tra le due famiglie. Spesso vi erano litigi tra vicini a causa dei continui rumori che provenivano dall’appartamento della donna di origini rumene, autrice del delitto. Pare, infatti, che i bambini fossero particolarmente irrequieti e che spesso e volentieri si lasciassero andare a schiamazzi alle ore più disparate. Per questo motivo la donna che è rimasta uccisa a volte sbatteva i pugni sul muro per protesta. Ma la vicina non ci sta, “i bambini si spaventano”, le aveva detto. E da lì erano iniziati i litigi.

Quella sera, succede la stessa identica scena di sempre, i due fratelli vanno a bussare alla porta della donna rumena per chiedere spiegazioni, solo che stavolta la donna apre brandendo un coltello, e colpisce l’altra donna all’addome.

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Adesso si trova in carcere, e il suo avvocato sostiene che la donna soffrisse di forti stati ansiosi e attacchi di panico, per i quali si trova attualmente in cura.

Intanto, l’avvocato della famiglia della vittima, intervistato da La Sicilia, spiega che: “L’arrestata era una donna strana. I vicini la descrivono come aggressiva, ombrosa, scontrosa e per niente accomodante. Anzi. Alcune delle famiglie che abitano sullo stesso pianerottolo avevano già scritto più volte all’amministratore del condominio”.

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Mentre il legale dell’arrestata, l’avvocato Pietro Ivan Maravigna, punta il dito contro una possibile inerzia delle forze dell’ordine, “questa tragedia ha tanti responsabili di cui la signora Georgeta Colesnicenco, forse, è solo l’ultima”. E aggiunge: “Come difensore della donna arrestata non posso non rivolgere alle forze di polizia questa domanda: dove siete stati tutti questi anni, in cui sui vostri tavoli si accatastavano le denunce per le liti condominiali in quel palazzo? Non vi sentite anche voi un po’ responsabili per quello che è successo? Siete certi che in questi anni non potevate fare qualcosa per evitare che questa tragedia si realizzasse? A causa di tale situazione la signora era in cura per gravissimi stati d’ansia, continui attacchi di panico, tachicardia, scoppi improvvisi di pianto, profonda depressione. Il mio studio”, annuncia il penalista, “sta depositando al Gip la richiesta di incidente probatorio per verificare la sua capacità di intendere e di volere al momento dell’accaduto”.

Francesca Angelica Ereddia
Francesca Angelica Ereddia
Classe 1990, Laureata in Giurisprudenza, siciliana, una passione per la scrittura, la musica e l'arte. Per aspera ad astra, dicevano. Io, nel frattempo, continuo a guardare le stelle.

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